Speciale “Citofonare Ing. Domenico Sputo” – Osman, Pistolesi…

L’ultimo dei nostri “speciali” di approfondimento su “Citofonare Ing. Domenico Sputo” (il primo Timpano, Toppi, Carlisi… potete trovarlo qui.)-(il secondo Leoni, Bechi, Fornai… “le maestranze”, cliccando qui)-(il terzo Batoni, Bonciani…ecco il link)-(il quarto Allegra, Ferrati, Biagioni…qui)-(il quinto Fontanelli, Politi… cliccando qui)

Lo spettacolo che andrà in scena venerdì 16 e sabato 17 dicembre al TEATRO NUOVO SENTIERO, a FIRENZE (Via delle Panche, 36).

Oggi per farvi entrare meglio nel clima dello spettacolo…L’Argante   incontra i due protagonisti Samuel Osman (Fortuna) e Maurizio Pistolesi (Domenico Sputo).

(ascolta Domenico Sputo – Luna Matana, mentre leggi l’articolo link youtube).

Samuel Osman (Fortuna); Maurizio Pistolesi (Domenico Sputo)
Samuel, tu interpreti Fortuna (colei che in disperato erotico stomp per Lucio Dalla era una “puttana ottimista e di sinistra…”) dal punto di vista attoriale è la trasformazione più forte all’interno del testo, come hai cercato di approcciarti ad un personaggio così lontano da te e cosa ne pensi nel complesso dello spettacolo?

Innanzitutto ringrazio la coppia (di amici carissimi) Giavatto\Politi che mi ha proposto il ruolo. Personaggio che ho accettato a scatola chiusa, proprio perchè a propormelo sono stati loro… in ogni caso l’ho subito apprezzato, non so perchè, probabilmente era già nelle mie corde. Credo che ci voglia sensibilità e perenne voglia di “innamorarsi” di chiunque o qualunque cosa. Mi ritengo una persona in grado di gettare il cuore oltre l’ostacolo, senza pensarci più di tanto… con il rischio di bruciarsi, d’altra parte fa parte del gioco della vita, qualcuno direbbe: “ci vuole passione”. Dalla passione nasce il sentimento per il teatro, mi piace interpretare qualsiasi ruolo, adoro indagare le altre vite, modi di sentire, di atteggiarsi, modi di interpretare l’esistenza. Il mio mestiere è quindi quello di calarsi in questi personaggi tutti diversi e renderli autentici. Devo confessare, tornando allo spettacolo, che non sono un fan di Lucio Dalla (nonostante questo lo apprezzo come artista da sempre), però con questo testo ho visto un punto di vista diverso, questo vale per tutti quelli che verranno a vederlo e sono nella mia posizione…: la vostra attenzione sarà indirizzata verso una profondità che prima ignoravate, non sono il solo a cui è successo all’interno del cast.

Questo mi interessa… Dalla a molti non piace o forse quasi lo sottovalutano, può succedere però poi scatta una scintilla e trovi riscontro nel profondo. É capitato anche a te?

Si, ho trovato temi a me cari e non immaginavo ci fossero, è stata un’autentica sorpresa. Ho trovato un motivo forte per legarmi a Domenico Sputo, un rapporto di amicizia vera, molto tenero… grazie anche alle canzoni al modo in cui sono state estrapolate per permettere la realizzazione dello spettacolo. C’è un momento che è venuto fuori durante le prove, un bisogno di sciogliere la tensione scenica e che vedrete, molto intenso e che pur provandolo tante volte, a me e Maurizio (Domenico) risulta reale, tutte le volte. Questo mi ha aiutato anche a sviluppare il lavoro su Fortuna facendo accesso a piene mani al mio bagaglio emozionale ed esistenziale, non ti nascondo che da quando ho accettato il ruolo osservo molto di più le donne, nei loro particolari, come si muovono, cosa fanno… per non scivolare nella macchietta però ho dovuto capire quando c’era l’uomo e quando c’era la donna in Fortuna, non è stato facile. Non so dire quale sarà il risultato lo dirà il pubblico, ma spero di esserne all’altezza.

Foto di Massimiliano Sifone (Domenico Sputo, Fortuna)
Maurizio dopo tutta la carrellata di personaggi e protagonisti, arriviamo finalmente a te che hai “sulle spalle” gran parte dello spettacolo, la locandina è abbastanza eloquente, parte tutto da lì… il tuo viso, il titolo… Domenico Sputo sei tu?

Domenico Sputo, per i pochi che ancora non lo sapessero è il nome sul campanello di Lucio Dalla nella sua casa in via D’Azeglio, in pieno centro a Bologna. Lui amava questo genere di cose, poi c’è la canzone da cui Marco ha preso ispirazione per partire con questa storia, che pur amando il primo Dalla (che fa parte a pieno titolo della mia vita) o meglio il Dalla anni 70’… 80′, io non conoscevo. Quando mi sono messo lì in religioso silenzio ad ascoltarla, mi sono commosso… lo ammetto e devo confessare che non è stata la prima volta per questo spettacolo e non sarà neanche l’ultima. Faccio perciò mia la frase di Serena Politi (regista dello spettacolo insieme a Marco Giavatto): “vi commuoverà dalle risate”. Non è una trovata commerciale o pubblicitaria, ma esattamente quello che capita a noi sul palco, alle prove ed è anche quello che capiterà a chi lo vedrà, in una parola volendo sintetizzare: Lucio Dalla o come dice sempre Marco alle prove: “La dimensione spazio temporale di Lucio Dalla”. Una sorta di universo a sè… se ci entriamo, se ci portiamo il pubblico, lì sospesi per un’ora e mezza\due ore dell’esistenza di ognuno di noi (che cosa sono in fondo?) è fatta, abbiamo fatto un’esperienza fuori dal normale e difficilmente dimenticabile.

Il “gioco teatrale” è nelle tue mani indiscutibilmente, quanto è dispendioso a livello di energia e come ti prepari per riuscirci? Domenico Sputo è diventato tuo amico? Cosa di quello che gli capita avresti affrontato diversamente?

Partiamo dall’energia… si è tanto dispendioso, me ne rendo conto solo il giorno dopo quando c’è da recuperarla. La mia preparazione è molto accurata, se fossimo ancora ai tempi dei “carteggi” seguirebbe una pubblicazione di lettere scambiate tra me e Marco per limare o spiegarci reciprocamente anche le singole virgole, (lo facciamo per telefono e ai futuri curiosi non resterà che un tabulato telefonico piuttosto fitto). Sono altrettanto convinto che una delle componenti per la buona riuscita è la coesione e la complicità con i compagni di scena. Conto sempre molto su di loro. Spesso mentre sono sul palco, mi accorgo di pensare a un guazzabuglio di cose contemporaneamente e quindi dimentico l’aspetto fisico che però poi viene a chiedere il conto. Adrenalina perciò: paura e coraggio, fanno tutto loro. Domenico Sputo è amico di tutti, affronta quello che gli capita cercando di usare la testa ma spesso soccombendo ai propri sentimenti e alle avversità. Decisamente mi sarei comportato in maniera diversa in alcune situazioni ma in altre probabilmente in modo molto simile. Marco ha permesso a me (facendomi esprimere a tutto tondo e lo ringrazio per questo) e ai miei compagni di portare sul palcoscenico eventi e sentimenti reali, non facili da raccontare senza cadere nello scontato. In questo testo, in questo spettacolo raccontiamo situazioni o cose che esistono davvero nell’arco di questo viaggio incredibile, spesso difficoltoso e mai da affrontare da solo!… che è la vita. Per qualsiasi reclamo in ogni caso: prego “Citofonare Ing. Domenico Sputo” oppure entrate direttamente, tanto la porta è sempre aperta.

 

 

Ernesto Censere

Info e prenotazioni 3313555390 – igeneticamentemortificati@gmail.com 

 

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