L’Argante 176 – Tonino Guerra, un maestro da ricordare

Elsa Morante definiva Tonino Guerra: l’Omero della civiltà contadina. Infatti, Guerra si è imposto nel mondo letterario proprio grazie all’amore per le tradizioni e la terra, l’uso del dialetto e un linguaggio figurativo d’impatto. Eppure, il grande pubblico italiano lo relega al ruolo di comparsa nello spot-pubblicitario dei primi anni ‘2000; è proprio lui che recita al telefono l’iconica frase: L’ottimismo è il profumo della vita!. Forse, come scrisse Cesari Garboli: «In Italia, non si perdona troppo facilmente a uno scrittore di non essere un letterato. Non gli si perdona mai, soprattutto, di non concepirsi come un letterato».

Tonino Guerra (1920 – 2012 Santarcangelo di Romagna) è stato un poeta, sceneggiatore, artista e attivista. Ha collaborato con i più grandi del cinema nazionale e internazionale, fra cui Antonioni, Fellini, De Sica, Rosi, Monicelli, i fratelli Taviani, Angelopoulos, Tarkovskij, Wenders e moltissimi altri, e ha scritto versi indimenticabili, un vero maestro della frase d’effetto e della tenerezza.

Guerra, non può dirsi soltanto un letterato, è stato, un uomo di cultura, poliedrico ed istrionico, che ha attraversato, vari campi del sapere, alla stregua di un artista rinascimentale. La sua prima passione giovanile è la pittura, ma è nel campo di lavoro nazista di Troisdorf che Guerra scopre il vero amore: la poesia. In quel luogo di morte, comporrà la sua poesia più nota, La farfalla, in dialetto santarcangiolese.

La farfàla

Cuntént própri cuntént

a sò stè una masa ad vólti tla vóita

mó piò di tótt quant ch’i m’a liberè

in Germania

ch’a m sò mèss a guardè una farfàla

sénza la vòia ad magnèla.

La farfalla

Contento proprio contento

sono stato molte volte nella vita

ma più di tutte quando mi hanno liberato

in Germania

che mi sono messo a guardare una farfalla

senza la voglia di mangiarla.

Foto di Vera Klokova

In questo componimento si possono notare due caratteristiche distintive della poetica di Guerra: l’utilizzo del dialetto e la presenza della farfalla, inteso come animale totem, protettore, un simbolo di bellezza e libertà, che accompagnerà il maestro non solo nei suoi scritti ma, anche e soprattutto, nei suoi disegni.

Tornato a casa, alla fine della Seconda guerra mondiale, si appassiona al cinema e, dopo alcuni anni, decide di trasferirsi a Roma. Nella sua lunghissima carriera, con più di centoventi pellicole, può vantare: un premio Oscar (Amarcord, scritto insieme a Fellini), cinque Nastri d’argento e quattro David di Donatello. Innumerevoli anche i riconoscimenti in ambito letterario e culturale, soprattutto dalla Russia, sua patria d’adozione, dove le sue opere sono conosciutissime anche grazie alle traduzioni della sua musa e moglie Eleonora Kreindlina, nota come Lora Guerra. Ancora oggi, è lei ad accogliere i visitatori provenienti da tutto il mondo per rendere omaggio al grande poeta, seppellito sulla Roccia, in cima al giardino della loro casa.

Prima a Santarcangelo, suo paese natale e poi a Pennabilli, poco lontano, nel Montefeltro, dove diceva di essere così in alto da sentire la tosse del Signore, aveva creato un mondo poetico e artistico senza precedenti, con base la sua Casa dei mandorli. Il maestro ha anche realizzato un simbolico museo diffuso, chiamato I luoghi dell’anima dove ancora oggi si possono ammirare un’importante serie di opere artistiche e giardini che invitano l’osservatore alla meditazione, alla fantasia e all’amore verso la natura.

Foto di Vera Klokova

Ma l’impronta di Guerra è percepibile ovunque nella sua Valmarecchia – specialmente nel suo paese natio, Santarcangelo di Romagna – con scritte, sculture, musei, fontane, installazioni che vogliono richiamare l’umanità a un profondo contatto e confronto con le tradizioni, l’ambiente e la purezza dell’infanzia. Nella sua amata Casa dei Mandorli di Pennabilli, trascorre l’ultimo trentennio della sua vita, a contatto con la natura e curando moltissime cause a salvaguardia del suo territorio, continuando a scrivere per il cinema e per il teatro. Morirà il 21 marzo 2012, giornata mondiale della poesia istituita dall’Unesco. Oggi, a curare e preservarne la memoria è l’Associazione Tonino Guerra che promuove e gestisce numerose iniziative, come le annuali giornate di marzo per Tonino; Gli Antichi Frutti d’Italia che s’incontrano a Pennabilli. Oltre l’associazione, esiste anche un gruppo Facebook dedicato al poeta, Tonino Guerra Per Sempre, che ultimamente ha lanciato l’appello “Una poltrona per Tonino”. La raccolta firme per intitolargli una poltrona al Cinema Modernissimo di Bologna. Ecco la lettera:

Recentemente, anche Lora, la vedova di Guerra, ha lanciato un appello, tramite social, alle istituzioni per salvaguardare la memoria del maestro e preservare i posti a lui dedicati.

Sono riuscita ad ottenere due riconoscimenti per la casa museo di Tonino Guerra. È stata riconosciuta come casa delle persone illustri dell’Emilia-Romagna e come casa della memoria d’Italia. Abbiamo anche ricevuto dall’Accademia del cinema europeo la targa dove è scritto che questa casa e questo posto a Pennabilli sono molto importanti per la storia del cinema. Ma più di questo non riesco a fare. Ho incontrato il Sig. Felicori, con il quale avevo un appuntamento online, al quale era presente anche Emma Petitti, chiedendo alla Regione Emilia-Romagna di prendersi cura di questo posto e, soprattutto, della casa museo di Tonino. Magari la Regione potrebbe acquistare questa casa aiutata da qualche Banca o da un Ente dell’Emilia-Romagna o da un imprenditore privato perché questa casa possa rimanere anche dopo la mia scomparsa un posto pubblico per tutti i visitatori che vorrebbero vedere la casa museo di Tonino Guerra. I soldi ricavati potrebbero servire, oltre che per il restauro della casa, anche per lo stipendio di un segretario o segretaria per poter svolgere i programmi culturali e anche comunicare con le altre case museo dell’Emilia-Romagna. Io sogno un percorso turistico dal Castello Malatesta, Museo di Federico Fellini, fino al “mare verde”, come diceva Tonino, del Montefeltro, arrivando alla casa del Poeta. Ho chiesto un aiuto a tutti gli amici di Tonino per quest’impresa non facile. Spero tanto che Vittorio Sgarbi, Carlin Petrini, Farinelli, Oscar Farinetti o Wim Wenders (che mi ha risposto in maniera molto gentile) e tutti gli altri ai quali ho scritto possano dare alcuni consigli.

Lora Guerra

 

 

Ancora Lora Guerra:

[…] Tonino è nato nella piccola Santarcangelo, una cittadina che ha cercato di salvare due volte, quando dopo la guerra volevano distruggere le contrade da Tonino sono venuti tutti i nuovi dirigenti comunali, buoni ragazzi, come diceva lui, e hanno detto di aver avuto una idea geniale “buttiamo già tutte le contrade e costruiremo un ospedale per tutti, grande e bello”. Tonino ha risposto: “voi siete pazzi ragazzi. Se distruggiamo il passato, distruggiamo anche il nostro futuro”. A Santarcangelo già da due anni è chiuso il museo di Tonino, museo privato, creato dall’Associazione di Tonino Guerra. Nella casa dei Poeti non c’è l’archivio letterario che lui ha destinato a Santarcangelo. Dalla Pro Loco, in dieci anni di guida da parte dei buoni ragazzi che guidavano il paese, non è stata fatta nessuno mostra dedicata a lui. La mia proposta è stata questa: fare una mostra dedicata a Tonino nella Casa della Poesia riportando l’archivio letterario in modo da ritrovarsi con poeti, amici e i grandi poeti dialettali di Santarcangelo e anche, al più presto possibile, riparare le infiltrazioni dell’acqua nel monte della pietà dove il povero cavallo di legno piange di notte aspettando la riapertura delle porte. Tonino ha creato per il paese due fontane, ha inventato esteticamente la Sangiovesa, dove c’è ancora il ristorante che appartiene a Manlio Maggioli, liberando, con il sindaco Cristina, la piazza Ganganelli dalle macchine. Sui muri di Santarcangelo sono appese le targhe che raccontano le storie dei personaggi del paese. Anche il ristorante Zaghini è allestito da quadri e stampe basate sui disegni di Tonino ed è la memoria storica di tutti i personaggi che ha portato a Santarcangelo. Per Pennabilli Tonino ha creato i luoghi dell’anima con tutti gli amici. Anche il famoso orto dei frutti dimenticati ha bisogno di cura continua e il museo ha bisogno della presenza fissa di qualcuno che potrà svolgere un lavoro continuo, non può basarsi solo su volontari o persone che ricompenso io. Non avendo alle spalle delle grandi città Tonino aspetta la sua gente di Romagna, nonostante i suoi libri non siano stati stampati negli ultimi sei anni, continuano a venire persone che mi riconoscono per la strada e dicono: “Tonino era un grande uomo, il maestro della vita”. Abbiamo bisogno adesso dei maestri della vita perché abbiamo perso tutti gli ideali e la fede nella cultura e nella bellezza che lui difendeva.  Nell’ultimo periodo ripeteva sempre “La bellezza è già una preghiera”. Spero che qualcosa arriverà dall’amministrazione attuale di Pennabilli che ha “le orecchie tappate” nei confronti della cultura.

La speranza dei suoi ammiratori è, dunque, che un poeta, del calibro di Tonino Guerra non venga dimenticato, soprattutto nella sua regione. Buon profeta, scriveva di sé: «Io sarò utile dopo. Sarò utile poi. Quando all’umanità serviranno le favole e quando l’infanzia conquisterà di nuovo la fantasia che le è stata sottratta dalla modernità».

Anna Maria Geraci

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