Dal 10 agosto Rai Movie riporta in televisione alcune delle più celebri avventure di Stan Laurel e Oliver Hardy nelle loro preziose versioni restaurate. Si parte con I detective pensano? del 1927 e si prosegue, giorno dopo giorno, con alcuni dei cortometraggi che hanno costruito la leggenda della coppia comica più famosa della storia del cinema. Tra recuperi, restauri e prime visioni, un appuntamento imperdibile per riscoprire la straordinaria modernità di Stanlio e Ollio.
Dopo i lungometraggi restaurati (Sempre disponibili si Ray Play qui https://www.raiplay.it/collezioni/stanlioeollio-edizionirestaurate), è finalmente arrivato il momento dei cortometraggi. E per gli appassionati di cinema classico la notizia ha un sapore davvero speciale: Rai Movie torna a dedicare spazio a Stanlio e Ollio, proponendo nuove copie restaurate dei loro film, riportando sul piccolo schermo alcune delle immagini più celebri e, al tempo stesso, più preziose della storia della comicità cinematografica.
L’appuntamento è fissato ogni sera alle 20:45, a partire dal 10 agosto, con una programmazione che nelle prossime settimane continuerà ad ampliare il percorso attraverso la filmografia della coppia. I film saranno inoltre disponibili successivamente su RaiPlay, permettendo così di recuperare gli appuntamenti anche dopo la messa in onda televisiva.
È un’occasione importante non soltanto per chi conosce già a memoria le gag di Stanlio e Ollio, ma anche per una nuova generazione di spettatori che può avvicinarsi ai due comici partendo dalle loro origini cinematografiche.

Si comincia dal 1927, quando Stanlio e Ollio stavano diventando una coppia
La programmazione prende il via il 10 agosto con I detective pensano? (Do Detectives Think?), realizzato nel 1927.
È una scelta particolarmente significativa perché siamo in una fase fondamentale della storia del duo. Stan Laurel e Oliver Hardy avevano già lavorato insieme in precedenza, ma proprio in questi anni la loro collaborazione stava assumendo una forma sempre più precisa e riconoscibile.
I detective pensano?, distribuito nel novembre 1927, è infatti indicato nella filmografia come il primo film nel quale Stanlio e Ollio appaiono nei loro costumi standard.
Il film appartiene quindi a quella straordinaria stagione in cui la coppia sta progressivamente definendo la propria identità: Stanlio con la sua ingenuità infantile, la sua incapacità di comprendere fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni e quella fragilità apparentemente innocua; Ollio con la sua ostentata sicurezza, il suo orgoglio e la sua proverbiale convinzione di essere sempre un passo avanti rispetto al compagno.
Naturalmente il pubblico sa che non sarà mai così.
Ed è proprio da questo cortocircuito tra presunta razionalità e totale disastro che nascerà una delle formule comiche più perfette mai inventate dal cinema.
11 agosto: Metti i pantaloni a Philip
La seconda serata, 11 agosto, propone Metti i pantaloni a Philip (Putting Pants on Philip), sempre del 1927.
Il cortometraggio occupa un posto particolare nella storia della coppia: nella filmografia viene infatti indicato come il loro primo film ufficiale insieme come squadra.
Siamo dunque davanti a un piccolo pezzo di storia del cinema.
Guardare oggi Metti i pantaloni a Philip significa assistere a un momento nel quale quella che sarebbe diventata una delle più celebri coppie dello spettacolo mondiale sta ancora prendendo forma. Non esiste ancora tutta la mitologia che conosciamo: non ci sono ancora decenni di film alle spalle, né il repertorio di gesti, sguardi e reazioni che renderà immediatamente riconoscibili Stanlio e Ollio in ogni angolo del mondo.
Eppure gli elementi essenziali sono già lì.
La loro comicità nasce infatti meno dalla battuta in sé che dalla dinamica tra due personalità incompatibili, dal modo in cui un’azione apparentemente banale può trasformarsi in una catastrofe progressiva.
12 agosto: la prima TV dell’edizione integrale de La battaglia del secolo
Il terzo appuntamento è probabilmente uno dei più attesi dell’intera programmazione.
Il 12 agosto Rai Movie trasmetterà infatti La battaglia del secolo (The Battle of the Century), nella sua edizione integrale, in prima televisiva.
Il cortometraggio, datato 1927, ha una storia di conservazione particolarmente interessante. Per lungo tempo era stato considerato parzialmente perduto, fino al ritrovamento, avvenuto nel 2015, di materiale che ha permesso di ricostruirne una versione molto più completa.
E proprio questo rende la sua presenza all’interno della programmazione Rai ancora più significativa.
Non si tratta semplicemente di rivedere un vecchio film comico. Si tratta di assistere a un’opera che appartiene a un patrimonio cinematografico che ha rischiato concretamente di andare perduto.
Il restauro cinematografico, in questo senso, non è soltanto un’operazione estetica. È un’operazione di memoria.
Quando una pellicola viene recuperata, restaurata e riportata davanti a un pubblico contemporaneo, non viene semplicemente migliorata la qualità dell’immagine: viene restituita una parte della storia del cinema che rischiava di scomparire.
E La battaglia del secolo rappresenta perfettamente questo principio.
13 agosto: Il tocco finale
Il viaggio prosegue il 13 agosto con Il tocco finale (The Finishing Touch), del 1928.
Qui troviamo nuovamente Stanlio e Ollio alle prese con uno dei meccanismi narrativi che diventeranno una costante della loro comicità: un lavoro apparentemente semplice che, nelle loro mani, si trasforma progressivamente in un’autentica calamità.
Il film è il quarto della programmazione proposta da Rai Movie e appartiene a quel periodo straordinariamente creativo nel quale il duo sta affinando la propria grammatica comica.
È una comicità basata sul movimento, sull’attesa e soprattutto sulla progressione.
Una situazione inizialmente normale viene complicata da un dettaglio. Quel dettaglio genera un secondo problema. Il secondo problema ne produce un terzo. E quando lo spettatore pensa che non possa accadere altro, arriva puntualmente qualcosa di ancora peggiore.
È uno schema che oggi può sembrare semplice, ma che nelle mani di Laurel e Hardy diventa una macchina narrativa di precisione quasi matematica.
14 agosto: Pranzo di gala
A chiudere questa prima settimana sarà, il 14 agosto, Pranzo di gala (From Soup to Nuts), del 1928.
Anche in questo caso siamo davanti a uno dei cortometraggi fondamentali della prima fase della coppia. La filmografia lo colloca al 24 marzo 1928 e lo identifica come il ventesimo titolo della sequenza considerata nel percorso complessivo.
Il titolo italiano restituisce immediatamente l’idea di una situazione elegante, ordinata, quasi impeccabile. Naturalmente, quando entrano in scena Stanlio e Ollio, l’eleganza è destinata a durare molto poco.
È proprio questo uno degli elementi più affascinanti del cinema di Laurel e Hardy: la collisione tra il mondo ordinato nel quale i due cercano di inserirsi e il caos che inevitabilmente producono.
Una filmografia sterminata: 124 film nel percorso della coppia
La programmazione di Rai Movie acquista ancora più significato se inserita all’interno dell’enorme produzione cinematografica di Stanlio e Ollio.
La filmografia presa in considerazione comprende 96 cortometraggi e 28 lungometraggi, per un totale di 124 film.
Un patrimonio enorme, sviluppato nell’arco di decenni e caratterizzato da una progressiva trasformazione del linguaggio cinematografico: dal cinema muto degli anni Venti alla rivoluzione del sonoro, fino ai lungometraggi degli anni Trenta e Quaranta e all’ultimo capitolo della loro carriera con Atollo K del 1951.
La classificazione della filmografia distingue inoltre 32 cortometraggi muti e 64 cortometraggi sonori, ai quali si aggiungono i 28 lungometraggi.
È una distinzione importante perché permette di osservare anche un altro aspetto fondamentale della loro carriera: Stanlio e Ollio non sono semplicemente sopravvissuti al passaggio dal muto al sonoro; hanno saputo trasformare il proprio linguaggio comico.
Il passaggio alla parola non cancellò infatti la forza della loro comicità visiva. Al contrario, la arricchì.
Un momento decisivo è rappresentato da Non abituati come siamo del 1929, indicato nella filmografia come il primo film completamente sonoro, tutto parlato, della coppia.
È uno spartiacque nella loro storia.
Da quel momento la voce di Stanlio, con la sua particolare musicalità, e quella di Ollio, con il suo tono più solenne e autoritario, diventano ulteriori strumenti della comicità.
Dal caos del muto alla perfezione della parola
Rivedere oggi i primi cortometraggi permette quindi di comprendere quanto il loro stile sia stato costruito progressivamente.
Nei film muti tutto passa attraverso il corpo: movimenti, cadute, espressioni, oggetti, gesti, ritmo del montaggio.
Poi arriva il sonoro.
E con il sonoro entrano in gioco le parole, ma anche le pause, le inflessioni, i sospiri, i lamenti e soprattutto quella straordinaria capacità di trasformare una conversazione apparentemente normale in un’altra fonte di disastro.
È interessante notare che la filmografia contiene anche cortometraggi di transizione nei quali il sonoro era limitato alla musica e agli effetti. Paura al cimitero e Noi sbagliamo, per esempio, sono indicati come film sonori limitatamente a musica ed effetti sonori.
Il passaggio non fu dunque improvviso, ma graduale.
E proprio questo rende la visione cronologica particolarmente interessante.
Non solo i cortometraggi: 28 lungometraggi
La storia di Stanlio e Ollio non si esaurisce naturalmente nei cortometraggi.
Il percorso comprende 28 lungometraggi, che accompagnano la coppia dagli anni Trenta fino al loro ultimo film, Atollo K, del 1951.
Tra questi troviamo alcuni dei titoli più celebri della loro carriera: Muraglie, I due legionari, Il compagno B, Fra Diavolo, I figli del deserto, Nel paese delle meraviglie, Allegri Gemelli, I fanciulli del West, Avventura a Vallechiara, Vent’anni dopo, I diavoli volanti, Noi siamo le colonne, C’era una volta un piccolo naviglio, fino alle produzioni degli anni Quaranta e al conclusivo Atollo K.
Ma la distinzione tra cortometraggi e lungometraggi non deve far pensare a due carriere separate.
Al contrario, moltissimi lungometraggi sviluppano e ampliano idee, gag e situazioni già sperimentate nei cortometraggi.
Il cortometraggio era il loro laboratorio creativo.
In pochi minuti Laurel e Hardy potevano costruire una situazione, portarla all’estremo e verificarne immediatamente la forza comica. Quando un’idea funzionava, poteva diventare il punto di partenza per una storia più ampia.
È anche per questo che tornare ai cortometraggi significa andare alle radici della loro comicità.
Una storia che comincia prima di Stanlio e Ollio
C’è poi un altro dato che aiuta a comprendere quanto sia vasta la storia cinematografica dei due interpreti.
Stan Laurel e Oliver Hardy avevano infatti alle spalle carriere cinematografiche individuali molto importanti prima di diventare definitivamente una coppia.
Nel percorso complessivo considerato, Stan Laurel raggiunge 189 film, dei quali 65 realizzati senza Hardy, mentre Oliver Hardy arriva a 417 film, con 293 interpretazioni senza Laurel.
Numeri che restituiscono la dimensione reale di due carriere molto più grandi della sola esperienza condivisa.
Prima di essere Stanlio e Ollio, erano già due professionisti affermati del cinema comico americano.
E proprio per questo la loro collaborazione rappresenta uno degli esempi più straordinari di come due personalità artistiche possano diventare qualcosa di completamente nuovo quando vengono messe insieme.
Il ritorno in televisione come occasione per riscoprire il cinema
La scelta di Rai Movie di proporre queste nuove copie restaurate non dovrebbe quindi essere considerata soltanto come un appuntamento per nostalgici.
È un’opportunità per rimettere il cinema al centro della televisione, mostrando quanto la qualità del restauro possa modificare il rapporto dello spettatore contemporaneo con opere nate quasi cento anni fa.
Un film del 1927 può infatti apparire lontanissimo se osservato attraverso una copia deteriorata, rumorosa, con contrasto sbagliato e fotogrammi danneggiati.
Quando invece viene recuperato e restaurato, la distanza temporale può improvvisamente ridursi.
E Stanlio e Ollio diventano nuovamente vivi.
I loro movimenti tornano leggibili, le espressioni acquistano precisione, i tempi comici diventano più evidenti.
Il restauro permette quindi non soltanto di conservare un film, ma anche di restituirne la forza spettacolare.
L’appuntamento continua
La programmazione di Rai Movie non si fermerà ai cinque titoli della prima settimana.
La Rai proseguirà nelle settimane successive con altri cortometraggi di Stanlio e Ollio, (dei quali ancora non ha rivelato la “scaletta”) seguendo progressivamente il percorso attraverso la loro filmografia.
Per gli spettatori sarà dunque possibile costruire una vera e propria piccola maratona dedicata alla coppia, seguendone l’evoluzione dagli esordi alla maturità.
E c’è un ulteriore vantaggio: i film potranno essere rivisti su RaiPlay, permettendo di recuperare gli appuntamenti persi e di tornare sulle pellicole preferite.
La prima settimana
11 agosto – ore 20:45
Metti i pantaloni a Philip (1927)
12 agosto – ore 20:45
La battaglia del secolo (1927) – edizione integrale, prima TV
13 agosto – ore 20:45
Il tocco finale (1928)
14 agosto – ore 20:45
Pranzo di gala (1928)
La programmazione proseguirà nelle settimane successive con nuovi cortometraggi.
Quasi un secolo dopo, Stanlio e Ollio sono ancora qui
Forse è proprio questo il dato più sorprendente.
Sono passati quasi cent’anni dai film che Rai Movie sta oggi riproponendo. I detective pensano? è del 1927. Metti i pantaloni a Philip è del 1927. La battaglia del secolo è del 1927. Il tocco finale e Pranzo di gala sono del 1928.
Eppure basta far partire una scena perché il meccanismo torni immediatamente a funzionare.
Un gesto. Uno sguardo. Un oggetto. Una porta. Un cappello. Un’espressione di Ollio. Una reazione di Stanlio.
E il pubblico ride.
Questa è probabilmente la più grande dimostrazione della loro grandezza artistica: la comicità di Stanlio e Ollio non è rimasta intrappolata nel tempo in cui è stata prodotta.
È sopravvissuta al muto, al sonoro, al bianco e nero, alla televisione, al VHS, al DVD, allo streaming e alle trasformazioni radicali del modo di vedere il cinema.
Ora, grazie ai restauri e alla nuova programmazione di Rai Movie, torna a essere proiettata davanti a un pubblico contemporaneo.
Non come un semplice esercizio di nostalgia.
Ma come cinema.
E forse è proprio questo il modo migliore per guardare Stanlio e Ollio oggi: non come due vecchie maschere di un cinema ormai lontano, ma come due straordinari autori della comicità cinematografica, capaci ancora, a quasi un secolo di distanza, di fare quello che il cinema dovrebbe sempre riuscire a fare, farci emozionare e Farci ridere.
Stefano Chianucci




