L’Argante #147 || Napoleon. Grazie lo stesso!

Gli articoli di questa rivista cominciano ad essere un bel po’. Un bell’archivio su cui spaziare, sempre gratuitamente lo ricordiamo. Solo la categoria “Editoriali Argante” ne conta 147. Se questo per esempio è il primo articolo che avrete modo di leggere, vi potremmo dire che da Novembre 2020, una volta a settimana uno dei nostri editorialisti confeziona per voi (e anche per noi) un articolo di approfondimento su un argomento che spesso trae spunto dall’immediato presente. Questa premessa per dirvi che a seconda delle firme potrete aspettarvi un taglio sui contenuti che va sempre a parare da qualche parte. Da me per esempio potrete sempre aspettarvi un pizzico di dissenso, mescolato ad una sana ironia. Giusto per non morire con il fegato avvelenato. Ora detto questo, poteva secondo voi, piacermi il risultato derivato da un anno di aspettative, immagini rubate al set, mini-teaser volti a non farmi più stare nella pelle? No, anzi sono solo serviti a farmi maturare l’idea di stroncare totalmente, ma educatamente e con quella sana ironia di cui prima, un film… anzi il film più atteso degli ultimi 24 anni.

Doveva essere il film del secolo e invece…

Posso dire di aver capito a pieno l’espressione del titolo usato da Massimo Troisi, nel suo Credevo fosse amore invece era un calesse… ma andiamo con ordine in tre semplici blocchi vi spiegherò cosa sarebbe dovuto accadere e invece cosa è realmente successo:

1- L’inizio delle riprese viene annunciato (addirittura) a febbraio del 2022. Non appena poi viene affiancato il nome di Joaquin Phoenix nella parte di Napoleone Bonaparte (praticamente l’attore che tutti noi abbiamo, almeno una volta sognato di essere), la mia vita finisce, anzi no… vive solo in funzione del giorno in cui potrò andare a vederlo. Ma questo non vale solo per me, io e tre quarti di pianeta la pensiamo uguale. Le combinazioni sono tantissime è l’idea cinematografica e commerciale più geniale di sempre o se volete “da quando l’uomo inventò il cavallo” (cit. Gigi Proietti, Febbre da cavallo). Vi piace la storia? Lo guarderete, vi piace Phoenix? Lo guarderete! Vi piace Ridley Scott? Lo guarderete! Potrei andare avanti all’infinito… tutte queste combinazioni o\e motivazioni per cui valeva la pena vederlo ora però, con il senno di poi sono una fottutissima aggravante, caro Ridley… aridamme i soldi del biglietto eppure quelli delle cipster con sprite, poichè sono alquanto sicuro che il bruciore di stomaco che mi hanno provocato, non sia dovuto alla categoria di cibo a cui appartengono ovvero catalogate come schifezze, ma è colpa tua anche quella.

Invidio chi non c’è potuto andare…

2- Il film, diciamocela tutta avrebbe dovuto chiamarsi Giuseppin, visto che togliamo le vocali a cazzo, togliamola pure a lei. Vanessa Kirby, interpreta la prima moglie dell’ultimo vero storico imperatore e la sua storia viene approfondita quanto meno quel tanto da rientrare nei canoni dei libricini a prezzo scontato nella sezione che nessuno guarda mai, di ogni libreria che si rispetti. Quelli cioè che vorrebbero spiegarti in pochi semplici mosse come si scrive una sceneggiatura o un soggetto. Dunque le hanno ucciso il marito o meglio è stata la rivoluzione, poi sposa Napoleone, gli fa pure le corna, poi promette di non farlo più. Non riesce a dargli un figlio, essenziale per rendere la corona degna di chi la porta (cioè il marito). Prende pure ‘na bella manata a cinque dita perchè non vuole firmare il divorzio. Viene rinchiusa in una reggia per sparire e non far vergognare l’Imperatore, deve esultare per la nascita di un figlio di Napoleone avuto con il secondo matrimonio, passando cioè il messaggio che la donna vecchia è meglio buttarla da qualche parte anche senza differenziala. Muore male di qualche malattia facilmente curabile nel 2024, ma letale nei primi anni dell’800. Continuando ad amare la merda che ha sposato, perchè questo erano le donne e in linea con il nostro governo attuale, se lo fossero ancora morirebbero di morte naturale e non ammazzate male. Ah dimenticavo, strabilianti le scene di sesso a cui si presta, con un evidente malato di mente ovvero sempre Napoleone Bonaparte, che la cavalca in un’unica posizione manco fosse un quattordicenne di fronte al postalmarket prima dell’avvento di internet. Qui se vogliamo c’è la sintesi del disastro di questo film. Secondo chi l’ha scritto e chi l’ha diretto, colui il quale con le sue fantasie, strategie, arguzie militari, intuizioni e ferocia verso il proprio nemico, ha conquistato praticamente tutta l’Europa e mezz’Africa, quando si trova davanti una donna diventa Alvaro Vitali in un trash film italiano anni ’80, ce l’ha piccolo… come tutti quelli che vogliono il potere (ammazza che sillogismo) e soffre anche di eiaculazione precoce. Abbasta?! Sennò ci sta pure un vaffanculo! (cit. Enrico Montesano, Il Conte Tacchia).

Potevo giocare 3 ore ad Age Of Empires… e invece

3- Caro Ridley ti scrivo, così mi distraggo un po’… dunque le scene di guerra, visto che hai fatto un film su Napoleone, sono poche, lente, soporifere e considerando i mezzi tecnici presenti nel cinema del 2024, anche un po’ ridicole. Per un attimo mi hai fatto pure svegliare, durante la Battaglia di Austerlitz ma non eri mica tu, l’eco del vero Napoleone ti ha assicurato un 6 politico. Poi? Dicci ti prego, che ci hai mandato il montaggio delle scene che hai scartato, che i tuoi segretari di edizione ti hanno fatto uno scherzo, io lo accetto. Ridiamo un po’, ci prendiamo una bella birra, naturalmente offri tu. Poi fra un anno, un anno e mezzo, tiri fuori il film vero. Ti aspettiamo, stavolta a gratis, ma ti aspettiamo. Napoleone è un insicuro, piagnone, geloso e morboso uomo che tutto sommato se ne infischia di essere diventato l’uomo più potente del mondo. Il suo unico obbiettivo è prendere bene la mira mentre tira in faccia alla moglie il dessert davanti agli ospiti. Napoleone Bonaparte se ne infischia di conquistare l’Egitto dei Faraoni dove, secondo i libri di storia, (ma tu dalle interviste l’hai trovata noiosa) ha colto l’essenza di quello che sarebbe stato, trafugando tra l’altro tutto quello che poteva dalle piramidi e portandolo in Francia. Se ne infischia, perchè qualcuno gli fa sapere che Giuseppina è fedifraga e allora via di corsa in Francia, rischiando il carcere a vita per diserzione. Se dobbiamo poi parlare di cosa hai reso Waterloo  questo articolo non finisce più. Per cui facciamo una cosa, prima di essere accusato per frode dal mondo intero, poichè consapevolmente ci hai scucito non so quanti miliardi, rimetti a noi i tuoi debiti. Hai perso la più grande occasione cinematografica di sempre. Come vedi ho mantenuto la promessa, sono stato anche fin troppo educato. Se avessi scritto quest’articolo alle una di notte, tornando dal cinema il 23 Novembre, sarebbe stato un sonetto di insulti, con qualche intervallo di minacce.

Lo riconosci Ridley? É il Colle Gran San Bernardo  questo dipinto è stato realizzato durante la vittoria di Napoleone nella campagna d’Italia. Uno dei tanti particolari che nel tuo film di 3 ore, non hai nemmeno menzionato. Dice ce l’hai nelle scene tagliate, bene fattele in padella. Direi che è un’altra testimonianza del flop che hai prodotto. Quest’immagine è una delle più famose a livello mondiale dell’Imperatore Francese e tu dall’Italia non ci sei neanche passato. No… no Riddley, non è spirito patriottico il mio, assolutamente credimi. E che per rimediare a quello che mi hai fatto vedere, ho dovuto guardare Piero Angela e figlio (a proposito era meglio se la sceneggiatura la scrivevano loro e non Scarpa), ascoltare Barbero notte e giorno. Ora che sono di nuovo sano di mente e rasserenato ti posso dire… grazie lo stesso! Non ti dovevi disturbare… anche perchè in questo caso il pensiero non è bastato e non può bastare.

Marco Giavatto

 

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