DonneDisney #12: 2013- Frozen, il regno di ghiaccio: Elsa, la principessa che impara ad amare

Considerato da molti critici il miglior film d’animazione degli ultimi anni, Frozen esce nel 2013 e vince nel 2014 due oscar. Questo capolavoro Disney, liberamente tratto dal racconto La regina delle nevi, ha avuto successo in tutto il mondo, diventando uno dei film d’animazione più venduti e più visti e terzo classico d’animazione per incassi dei Walt Disney Animation Studios.

Celare, non mostrare…

Elsa e Anna sono principesse del regno di Arendelle. Elsa ha dalla nascita il potere di emanare ghiaccio dalle mani, cosa che per lo più appassiona le due piccole sorelle che si divertono a far nevicare e a creare pupazzi di neve, finché la piccola Anna non viene quasi uccisa dalla sorella. Da quel momento Elsa viene isolata dal mondo, costretta a celare e non mostrare il suo potere al mondo, alla sorella e soprattutto a se stessa. Elsa dunque crescerà lontana da tutti, terrorizzata di ciò che porta dentro di sé, colpevole di essere un pericolo per le persone a cui vuol bene, senza alcuno strumento per conoscersi e per amarsi. Elsa disprezza se stessa, vuole essere una brava bambina, indossa i guanti che le impongono e si chiude nella sua stanza sporca di ghiaccio dove, frame dopo frame la vediamo sempre più triste e desolata. Imparando a nascondersi dal mondo Elsa non fa che allontanarsi da se stessa tanto che alla prima occasione in cui il palazzo viene aperto al popolo (la sua incoronazione), non riuscendo a gestire le proprie emozioni e non conoscendo minimamente il proprio potere rischia di mettere tutti in pericolo e scappa lasciando il suo regno in un gelido, rigido e inaspettato inverno perpetuo.

Imparando ad amarsi

La neve che cade sopra di me, copre tutto col suo oblio
In questo remoto regno la regina sono io
Ormai la tempesta nel mio cuore irrompe già
Non la fermerà la mia volontà!
Ho conservato ogni bugia
Per il mondo la colpa è solo mia!
Così non va, non sentirò un altro no!
D’ora in poi lascerò che il cuore mi guidi in po’
Scorderò quel che so e da oggi cambierò!
Resto qui, non andrò più via
Sono sola ormai, da oggi il freddo è casa mia!
A volte è un bene poter scappare un po’
Può sembrare un salto enorme ma io lo affronterò!
Non è un difetto, è una virtù, e non la fermerò mai più!
Nessun ostacolo per me, perché
D’ora in poi troverò la mia vera identità
E vivrò, sì, vivrò per sempre in libertà!
Se è qui il posto mio, io lo scoprirò!
Il mio potere si diffonde intorno a me!
Il ghiaccio aumenta e copre ogni cosa accanto a sé!
Un mio pensiero cristallizza la realtà!
Il resto è storia ormai, che passa e se ne va!
Io lo so, sì lo so, come il Sole tramonterò
Perché poi, perché poi all’alba sorgerò!
Ecco qua la tempesta che non si fermerà!
Da oggi il destino appartiene a me

 

Elsa scappa da tutti ma immediatamente dopo ha un rigurgito di coscienza che la salva: anziché colpevolizzarsi capisce che ciò che è non è sbagliato, non è un difetto, ma è una virtù. Il mondo che l’ha costretta a mentire e a nascondersi non ha più presa su di lei che preferisce poter esprimere se stessa decidendo per se stessa il suo destino alla ricerca della propria identità. Tema delicatissimo, dunque, che inclina il panorama Disney ancora una volta verso storie con protagoniste alla coraggiosa ricerca di se stesse. I giovani spettatori e le giovani spettatrici vengono condotti per mano in una trasformazione esistenziale potente ed evocativa, in un viaggio che porta inequivocabilmente alla soddisfazione del bisogno di conoscenza di se stessi e dei propri talenti, anche se lontano da tutti e tutto.

Nessuno vuole stare solo… tranne lei

Quando Elsa fugge dalla sua comunità, Anna corre a cercarla nella tempesta di neve, affrontando mille pericoli; non teme i poteri della sorella e tenta di accedere al suo palazzo e per aiutarla a salvare il suo popolo dall’inverno perenne che ha scatenato. Purtroppo la trasformazione e la conoscenza di sé per Elsa richiede tempo e costanza e la regina non è affatto pronta a confrontarsi col resto del mondo e nuovamente allontana la sorella trincerandosi in un palazzo sempre più pieno di minacciose stalattiti.

Anna: Hai portato un inverno perenne… ovunque
Elsa: Ovunque?
Anna: Ma non fa niente, puoi sciogliere tutto
Elsa: No, non posso. Non so come fare!
Anna: Certo che puoi. Io so che puoi. Avró la forza per restare
Elsa: Non avró ma la libertá
Anna: Non dovrai scapare, sai
Elsa: Sono in trapola e nulla cambierá
Anna: Sul mio aiuto puoi contare
Elsa: Che faccio d’ora in poi?
Anna: Non sei piú da sola ormai
Elsa: Anna, vuoi salvarmi ma non puoi!
Anna: Tranquilla
Elsa: É colpa mia
Anna: Vedrai, funzionerá
Elsa: Non c’ e altra via
Anna: Se le forze uniremo
Elsa: Noooo

 

Anna è sicura che il suo amore possa bastare per aiutare la sorella ma così non sarà, quantomeno non subito. Elsa dall’incontro con la sorella capisce che allontanandosi non ha risolto niente perché il suo regno ha bisogno di lei; purtroppo per quanto abbia imparato a conoscere i suoi poteri, non sarà mai libera finche saranno un pericolo per gli altri.

Il vero amore

Nel mandare via la sorella Elsa malauguratamente colpisce Anna che pare ormai condannata a diventare una statua di ghiaccio. Sua unica salvezza è forse una profezia: «Solo un gesto di vero amore scioglierà un cuore di ghiaccio».

È chiaro che la sceneggiatura qui gioca sul sistema di aspettative che la tradizione ha instaurato sull’idea di “vero amore”.  Tutti noi attendiamo l’intervento di un “principe” (e ce ne sono ben due a disposizione!) per salvare – col suo “vero amore” – la fanciulla. Al contrario, in Frozen, il vero amore è rappresentato da un gesto di coraggio o affetto da parte di una delle sorelle nei confronti dell’altra: Anna che si sacrifica per Elsa, Elsa piange la morte della sorella. Il “vero amore”, così, si configura non tanto come quello che si riceve (come nel caso delle principesse “passive” della tradizione novecentesca), quanto come quello che si prova, e che rende Anna protagonista “attiva” della sua storia e che libera Elsa dalla sua condanna di solitudine e infelicità, quell’infinito amore fraterno che unisce biunivocamente le due sorelle  e che supera ogni ostacolo.

Serena Politi

 

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