DonneDisney #6: 1992- Aladdin: Jasmine la principessa delle prime volte

Il 1992 è l’anno di Aladdin, film ispirato al famoso racconto persiano “Aladino e la lampada meravigliosa” della raccolta di novelle orientali “Le mille e una notte”.

Sebbene non sia la protagonista del film, Jasmine rimane un’indimenticabile eroina apportando grandi evoluzioni nel suo ruolo di donna e principessa nel panorama Disney.

La prima principessa orientale

Jasmine è la prima principessa non occidentale: ha la pelle scura (anche se gli altri personaggi l’hanno più scura di lei nonostante siano conterranei), grandi occhi castani, indossa dei pantaloni a foggia araba che niente hanno a che vedere con le lunghe gonne inamidate delle altre principesse che l’hanno preceduta. Gli accenni alla sua cultura e all’oriente sono disseminati in tutto il film: il velo che indossa quando va al mercato, Allah invocato più volte dal sultano, i colori densi ed evocativi delle notti d’oriente. Proprio per le sue origini legate ad una cultura molto rigida sul matrimonio e sul ruolo che una donna deve avere nel contesto sociale la ribellione di Jasmine al sistema acquista una forza ancora più prorompente. La legge di Agrabah infatti impone alla principessa di sposare un principe (che possa diventare un giorno sultano) entro il compimento dei suoi 15 anni. Jasmine non solo rifiuta ogni pretendente che si presenta a lei ma, senza alcuna paura, afferma lucidamente al padre:

Padre io non sopporto di sentirmi costretta. Se mi sposerò sarà per vero amore. 

In questo se c’è la scia che Belle ha lasciato dietro di sé (per leggere il nostro approfondimento su La bella e la bestia potete cliccare qui): le donne del rinascimento Disney non ambiscono più a sposarsi ma mettono in conto che la loro vita potrà essere ugualmente appagante anche se resteranno sole. Per Belle la priorità era poter vivere di avventure, per Jasmine avere la sua libertà.

La prima principessa che rifiuta il suo status

Dopo pochi minuti dall’inizio del film è già palpabile l’insoddisfazione di Jasmine per la vita di corte.

Jasmine: non ho mai fatto niente da sola, non sono neanche mai uscita dalle mura del palazzo!

Sultano: ma Jasmine tu sei una principessa!

Jasmine: beh allora forse non voglio più essere una principessa! 


Mi dispiace tanto ma non posso restare qui e aspettare che decidano della mia vita 


Gente che ti dice dove devi andare, come ti devi vestire, senza mai poter fare le tue scelte

ti senti così… in trappola

 

Jasmine fugge, rinuncia (temporaneamente) al suo status per poter vivere libera e scoprire il mondo che fino ad adesso le era stato precluso. scappa con l’idea di non tornare più indietro. È un’eroina indipendente? Non proprio. Alla prima difficolta esibisce il suo diadema e torna a palazzo. È una donna che però, rispetto a quante la hanno preceduta, incarna una insoddisfazione generazionale e di genere che la porta ad esigere ciò che si merita e a sfidare con coraggio i ruoli di genere tradizionali e le figure autoritarie maschili. Il cliché della donna ubbidiente è superato da tempo. Jasmine si colloca nella serie di donne audaci, ispirate al girl power movement, esempio dei continui sforzi della Disney per rimodellare le proprie eroine rendendole adatte ad un’età più femminista. Certo, essendo Agrabah una città davvero ostile, soprattutto per una donna, e non avendo lei stessa gli strumenti concreti per vivere incolume fuori nel mondo, capitola quasi subito, ma è comunque lodabile il coraggio. Alla fine lei torna indietro per un buon motivo: salvare la vita ad Aladdin. Possiamo perdonarla.

La prima principessa che bacia un villain

Jafar è tra i cattivi più inquietanti e viscidi del panorami Disney. Astuto e scaltro visir, ambiguo, manipolatore, dissimulatore più di chiunque altro. Ma Jasmine riesce ad ingannarlo… certo purtroppo sarà costretta ad utilizzare l’unico linguaggio che indiscutibilmente rimbambisce ogni uomo… la seduzione. Per riuscire a distrarlo si finge innamorata di lui, lo ammalia ma soprattutto riesce a trovare la chiave di accesso migliore per incastrarlo: lodarlo a dismisura. Uno psicopatico narcisista come lui infatti sarà sempre attratto molto più da se stesso che da chiunque altro.

Jasmine: Jafar, non mi ero mai accorta di quanto tu sia straordinariamente attraente lo sai?

Jafar: così va meglio, coraggio micetta, parlami ancora di me e di come sono fatto.

E Jasmine sta al gioco, lo seduce, lo attrae a sé, e pur di non fargli scoprire che Aladdin è dietro di lui arriva persino a baciarlo. Un bacio inaspettato e sconvolgente per chiunque: i personaggi della storia restano basiti quanto qualsiasi spettatore, dal più piccolo al più grande. Nessuno prima di lei aveva baciato se non per “vero amore“. Jasmine sconvolge tutti immolando il proprio pudore e la propria purezza. Un gesto di una potenza innegabile data soprattutto la misoginia del mondo da cui la principessa proviene.

La prima principessa che si innamora di uno “straccione”

Jasmine per prima scavalca ogni codice, lo capovolge e riesce con la sua tenacia a cambiare la legge in nome del suo amore. Una legge severa e inviolabile che prevedeva un matrimonio di casta, una legge scolpita nelle regole millenarie di un popolo molto ancorato ai propri doveri. Eppure, nonostante queste difficoltà, la caparbietà di Jasmine e il suo amore per Aladdin travalica la legge stessa, trionfando sull’ottusità maschilista delle regole regali.

Da questo momento in poi la principessa potrà sposare chiunque riterrà degno della sua mano

Per la prima volta una principessa sposerà non solo un uomo comune, ma addirittura uno straccione. La legge di Agrabah che prevede il taglio della mano per i ladri fa un salto carpiato in avanti e crolla su se stessa permettendo a persone di ceto sociale opposto di innamorarsi e di sposarsi. Differentemente da tutte le altre principesse Jasmine nobilita il suo sposo non solo trasformandolo da furfante a uomo onesto e sincero, ma elevandolo al titolo di principe. E a chi insinua che comunque Jasmine è rimasta trincerata nelle regole del patriarcato che la volevano moglie c’è da dire che alla fine il suo amore per Aladdin anziché ingabbiarla l’ha liberata davvero donandole il mondo che tanto desiderava.

 

Il mondo è tuo
Con quelle stelle puoi giocar
Nessuno ti dirà che non si fa
È un mondo tuo per sempre
Il mondo è mio
È sorprendente accanto a te
Se salgo fin lassù
Poi guardo in giù
Che dolce sensazione nasce in me

 

Serena Politi

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