L’Argante #06 Niente più imbarazzo: è Natale, posso vedere tutto quello che voglio – La triste storia di chi vorrebbe vedere sempre gli stessi film, ma con un finale a sorpresa!

<<Ho pensato di fare un articolo sui film di Natale>> (Io). 

<<Mmmh, occhio! E’ un articolo molto difficile, bisogna vedere da che punto di vista lo prendi, più che altro lo scrivono tutti, ma proprio tutti: cani e porci, compresi. Ma ti parlo da quando esiste il Natale e non esistevano nemmeno i film pensa… nonostante questo qualcuno scriveva già articoli sui film di Natale! Ti proibisco inoltre, e sia chiaro che lo faccio per te, di guardarti quei link su Google che parlano della classifica dei ‘Dieci film da vedere a Natale’, poiché sono tutti uguali e sinceramente non se ne sente il bisogno, mmmh boh… vedi te>>. (Stefano Chianucci). 

Il tono è fra il minaccioso e lo schifato, scostante, diffidente… tutto questo devo dire che è triste, molto triste. Io mi sento solo di fronte a questo mondo che non mi capisce, mi sento abbandonato a me stesso, non so a chi rivolgermi, per cui proverò a farlo a chi avrà il buon cuore di leggere questo articolo. Cominciamo dall’origine. 

Una verità difficile da confessare

Mi chiamo Marco Giavatto ho 32 anni e guardo i film di Natale;  lo voglio dichiarare a tutti, senza più nascondermi, senza più cambiare canale quando qualcuno entra nella stanza, senza chiudere la pagina aperta del computer se qualcuno passa nelle vicinanze. Voglio essere libero in questo mondo di compromessi, voglio essere leggero in questo contesto di automi del cinema moderno anche un po’ radical chic. Ho passato anni dentro la finzione, ora voglio uscire allo scoperto! Quante volte di fronte ad un bambino che guardava Il Grinch (2000) di Ron Howard con Jim Carrey, (l’unico vero Grinch), con una smorfia di compassione ho lasciato la stanza per non dare nell’occhio ad amici e parenti e poi tornando a casa, mi sono chiuso in bagno per guardarlo dal cellulare? Quante? Ora basta! Voglio una copertina, dei biscotti fatti in casa, un temporale con la giusta dose di fulmini fuori, una luce di cortesia e un mega schermo che mi passi in rassegna tutti quei film là, tutti quelli che hanno lontanamente la parola Natale dentro, che siano girati a Natale, che hanno al loro interno un fiocco di neve e non solo. 

Quando tutto è iniziato non me ne sono reso conto

Comincia sempre quando meno te l’aspetti, intorno a metà Novembre: rincasi un po’ più infreddolito del solito. È buio pesto da una vita fuori, ma sono solo le otto meno un quarto di sera; abbandoni l’idea della birretta gelata per tuffare un simpatico dado nel brodo e prima ancora che te ne rendi conto la mano va sulla tastiera del pc o sul telecomando e completamente disconnessa da noi digita: “FILM DI NATALE” o “NATALE”. Poi però ci rendiamo conto che è ancora troppo presto, fuori nemmeno i più radicali hanno montato le lucine sui balconi e allora ripieghiamo su altro… con sguardo vuoto per non essere scoperti. Ma dentro di noi c’è un procedimento inverso: il film che abbiamo appena messo su è in realtà quello che la nostra anima ritiene il più natalizio di tutti: Die hard – Trappola di Cristallo (1988) con Bruce Willis e a seguire Die hard II – 58 minuti per morire (1990). D’improvviso una sensazione ci avvolge come una coperta calda: mentre tutto il mondo che ci circonda è ignaro, per noi il bambinello è già nato. Intanto passano i giorni, le settimane e bisogna avere un preciso programma per riuscire a vedere di nuovo tutti i film di Natale che più ci interessano prima che sia troppo tardi, prima che sia decisamente troppo patetico; finché l’ultimo festone rimarrà attaccato ad una fottuta parete o finestra, io posso, io sono autorizzato a mettermi comodo per guardare: Che fine ha fatto Santa Clause? (2002) con Tim Allen, sequel di Santa Clause (1994), che ovviamente compare nella “lista da vedere assolutamente” molto prima. 

Abbiamo tutti la stessa inclinazione, tanto vale farsene una ragione

Ma proviamo per un attimo a non avere sovrastrutture mentali e a lasciarci veramente trascinare dall’euforia del film che fa Natale: quello che la nostra mente nasconde a se stessa ha del raccapricciante e lo dico con affetto. Perché se Una poltrona per due (1983) con Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis per un verso o per l’altro l’abbiamo visto tutti, omologandolo come film adatto alle feste, quello che non riusciamo ad ammettere è che per ognuno di noi il “natal-movie” è diverso. Ora di seguito darò spazio ad una serie di esternazioni di persone che sono volute giustamente rimanere anonime sui loro film preferiti nel periodo natalizio: 

<< Non è Natale se non guardo Guerre stellari tutta la saga prima nell’ordine d’uscita e poi in quello cronologico o forse al contrario ma lo devo vedere, altrimenti non mi sa di niente Dicembre >>

<< Come fai a non guardare Harry Potter? Io comincio dal primo week-end di Novembre così entro Natale mi ci entra tutto, il giorno di Natale poi riguardo il quarto episodio, essendo quello più natalizio >>

<< Se non “fa Natale” Dracula di Francis Ford Coppola non so cosa sia il Natale allora >>

<< Come si fa a passare il Natale senza vedere nemmeno un Fantozzi? >>

<< La canzone di Ghost con Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg è importante sentirla, almeno sentirla… e poi si può cominciare a parlare di Natale >>

Mi fermo qui, perché so già di aver scatenato la fantasia di ognuno di voi, abbiate il coraggio di dire ad alta voce cosa fa “Natale”. 

È ora di vuotare il sacco, non ci saranno altre occasioni…

A margine potremmo dire che ognuno di questi film è forse più legato alla nostra infanzia o semplicemente all’idea di vacanza: via dalla scuola per tre settimane, cambio della programmazione televisiva, giornate intere a guardare film e saghe (se non cito Fantaghirò muoio). È una di quelle cose che rimane difficilmente spiegabile e non voglio nemmeno fare il paragone con i ragazzi di oggi, non mi interessa trattare l’argomento per una serie interminabili di motivi: mi sentirei di colpo troppo “vecchio” o troppo “scemo”, con una buona possibilità di disprezzare la nuova generazione che in fatto di atmosfere natalizie non ci può battere, non può competere.

A proposito… che guardate voi “gggiovani” a Natale? Io mi tengo le mie convinzioni, specie adesso che sono uscito alla luce del sole e scusatemi davvero se vi congedo così su due piedi, ma ho da fare, sento il bollitore che fischia e fra poco inizia Il piccolo Lord e a seguire c’ho Rocky IV: neve, Russia e combattimento il 25 Dicembre. Mancano solo pochi giorni a Natale… devo fare in fretta…

Marco Giavatto

Buona visione… e Buone feste!

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