L’Argante #03 Proprio come Alice. Omaggio a Rodari nel centenario dalla nascita

Sono passati 100 anni dalla nascita di Rodari. Ne sono state scritte e ne sono state dette su di lui… e tutti hanno potuto raccontare la propria esperienza. Questo perché nessuno, ma proprio nessuno ha trascorso l’infanzia senza sfogliare qualche sua storia, favola o filastrocca.

Rodari nell’infanzia degli italiani

Gianni Rodari ha segnato anche la mia infanzia, la mia vita, il mio modo di guardare al mondo. Le sue favole al telefono prendevano vita quando la sera, prima di addormentarmi, me le leggevo con la lucetta del comodino accesa, immaginando che fossero raccontate proprio attraverso una cornetta. Ho vissuto con Giovannino Perdigiorno nei suoi viaggi in paesi mirabolanti, ho detto sempre la verità con Giacomo di cristallo e sono caduta nelle fiabe con Alice Cascherina. Poi sono cresciuta ma, credetemi, un po’ di Giovannino, di Giacomo e un po’ di Alice, la loro curiosità, il loro senso di giustizia e coraggio sono rimasti dentro di me, nelle sfaccettature della mia personalità, archetipi delle mie parti migliori.

Riscoprire Gianni oggi

Una foto dallo spettacolo “Alice Cascherina casca in Cappuccetto Rosso”

Quando dal Teatro della Pergola mi hanno chiesto di metter su uno spettacolo per bambini come regista io non ho avuto alcun dubbio su dove indirizzare la mia spinta creativa. Ho scelto Gianni. E senza alcun pudore ho deciso di continuare ciò che Gianni aveva accennato nella sua favola al telefono. Alice Cascherina non solo sarebbe caduta nella favola ma avrebbe provato a cambiarla. E sono davvero contenta di aver osato, e mentre lo riscrivo mi emoziono ancora, nel far vivere ad Alice la sua esperienza al posto di Cappuccetto Rosso. Eh si perchè in Alice Cascherina casca in Cappuccetto Rosso, andata in scena al Saloncino della Pergola nel 2013, la protagonista, scambiando per errore il suo fiocco con il cappuccio rosso di Cappuccetto prendeva il suo posto, incontrava il lupo e tentava con tutte le sue forze di far diventare buono il lupaccio cattivo… senza riuscirci alla fine… perché tutti bambini avrebbero avuto diritto di ascoltare la storia di Cappuccetto esattamente come doveva essere, così emozionante proprio perché fa vivere e vincere anche la paura.

Una foto dallo spettacolo “Alice Cascherina casca in Cappuccetto Rosso”

Chissà se Gianni sarebbe stato d’accordo nel far procedere cosi la sua bambina nella storia… chissà se anche la sua Alice avrebbe restituito il cappuccio alla protagonista o se avrebbe continuato a fare i dispetti al lupo per farlo scendere dal letto della nonna. Quel che so è che poter entrare nella storia di Gianni per poterla riscrivere a 4 mani in un certo senso (grazie al teatro che ha la magica potenza di realizzare i sogni), mi ha permesso di diventare Alice e di vivere con lei le sue avventure ancora di più. E so per certo che i piccoli spettatori che hanno avuto modo di cadere con lei nei suoi guai l’hanno amata almeno quanto l’ho amata io che ho avuto la gioia immensa di poterla trasferire dalla fantasia alla realtà. Immenso è il potere delle parole, ancor più grande la riconoscenza verso chi queste parole le ha scritte, pensate e devolute.

Le letteratura per l’infanzia a teatro

Una foto dallo spettacolo “Alice Cascherina casca in Cappuccetto Rosso”

Io credo fermamente nella grandissima potenzialità della letteratura per l’ infanzia, da pedagogista e da bambina mai cresciuta. É un’ancora di salvezza che ci permette di continuare a sviluppare la nostra fantasia e che ci insegna sempre moltissimo del mondo e di noi stessi, delle nostre emozioni, delle nostre reazioni, di ciò che crediamo esser giusto o meno. L’ impegno di Gianni Rodari è impagabile per il contributo che ha dato e continua a dare a generazioni di piccoli lettori e piccole lettrici.   Nel caso del mio spettacolo di spettatori e spettatrici… Misurarmi con questo testo è stata una gioia spiazzante. Poterlo fare con i mezzi della Pergola dalla scenografia di Sandro Lo Bue alle luci magistrali di Filippo Manzini e con delle attrici davvero straordinarie (Giulia Cavallini, Eleonora D’Arrigo, Marisa Crussi e Romina Bonciani) ha concesso alla mia follia nell’usurpare  un testo intoccabile di farlo senza freni, ma con grande rigore e rispetto.

Dante diceva nel IV Libro del Convivio che “chi pinge figura se non può essere lei non la può porre”. Se così è, allora potrei testimoniare se l’ho posta è perché io sono stata Alice, mentre la leggevo, mentre la riscrivevo, mentre dirigevo Giulia che piano piano la incarnava interpretandola… e se ho avuto l’ardire di pingerla è stato con grande umiltà e rispetto… ma in fondo non potevo fare altrimenti… perché me l’ha insegnato lei a cadere nelle fiabe… io sono solo caduta nella sua.

 

Serena Politi

Photo © Filippo Manzini

 

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Una foto dallo spettacolo “Alice Cascherina casca in Cappuccetto Rosso”
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