“Altri Sguardi: un anno di trasformazioni al Teatro della Toscana”

Teatro della Toscana: primo anno di direzione artistica di Stefano Massini tra altri sguardi, nuovi orizzonti, sinergie e progetti. Scelte programmatiche, dialoghi, idee ed esperienze nuove tra istituzioni e pubblico.

Di tutto questo ed altro si è discusso lunedì 12 gennaio presso il Teatro La Pergola di Firenze.

Forti e determinate sono state le dichiarazioni di Stefano Massini durante l’incontro con i giornalisti, avvenuto nella splendida cornice del Teatro La Pergola. Leggiamone alcune:

“Il teatro vuol dire rischio, dialogo e memoria.”

“Nel 2025 per il teatro La Pergola di Firenze si è scritta la pagina più brutta dal dopoguerra.”

“Adesso finalmente c’è un direttore generale individuato dal CDA, Walter Zambaldi. Sarà lui a rispondere alle domande sul bilancio del Teatro della Toscana. Io faccio il direttore artistico, insisto a dirlo.”

Esordisce così Massini ai microfoni.

“Sono qui per illustrare i risultati e le novità a un anno dal mio insediamento. Certo,” evidenzia Massini, “in questo anno mio malgrado sono stato tirato dentro ad una querelle di carattere politico che ho trovato incongrua e gravissima. Non mi stancherò mai di dirlo: quello che è accaduto credo sia probabilmente la pagina più brutta scritta nella storia del teatro pubblico in Italia dal dopoguerra come è riconosciuto da tutti. Detto questo, credo sia stato fondamentale il modo in cui, alla fine, siamo riusciti a ristabilire un dialogo costruttivo con il Ministero dei Beni Culturali affinché la nomina del direttore avvenisse attraverso una personalità super partes che garantisca adesso quella normale linearità che è fondamentale per un teatro pubblico.”

“Ad un anno del mio mandato molte cose si potrebbero dire, potrei parlare delle mie volontà progettuali, ma è molto più importante portare dei fatti concreti, pragmatici, che stiano a siglare il lavoro importante che stiamo cercando di fare per realizzare un cambio di rotta. Non è stato un anno semplice, lineare, anzi, sotto certi aspetti anomalo. Non mi sarei mai aspettato quello che mi sono trovato davanti al momento che ho accettato l’incarico. Però grazie alla tenacia e al sostegno dell’opinione pubblica del territorio non solo in città ma anche a livello nazionale, grazie al pubblico di questa fondazione, grazie a molti teatri e agli operatori del settore siamo riusciti a passare tutti insieme alla fase successiva. Abbiamo identificato un direttore generale che ha le caratteristiche di essere una persona di altissime qualità che avrà il compito di gestire questa struttura e, fatemelo dire anche se con tono ironico, di consentire a Stefano Massini di fare quello che ha sempre desiderato: essere il direttore artistico di questo teatro.

Io sono un artista, non un politico, ed ho la funzione precisa di pormi una domanda: cos’è il teatro pubblico? Trovo che il teatro pubblico debba essere in primis rischio e non soltanto sicurezza. Perché la sicurezza non fa parte secondo me degli obblighi di un teatro pubblico. Noi abbiamo il dovere di cercare novità. Il teatro deve intraprendere strade nuove, diverse, spiazzanti, eterodosse.”

“Sono felice. Ringrazio il pubblico di Firenze perché in questa sala, dall’inizio di gennaio, nella sala del Teatro Rifredi Scena Aperta e nella sala del Teatro Era di Pontedera, sono passate proposte molto diverse tra di loro ed è stato commovente vedere come il pubblico abbia accolto queste novità.”

È stato dunque un anno di trasformazione per una nuova identità culturale. Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana, ha ripercorso i passi effettuati durante il suo primo anno alla guida della Fondazione che riunisce Teatro della Pergola, Teatro Era, Nuovo Rifredi Scena Aperta, illustrando i traguardi raggiunti e la visione che ha portato il Teatro della Toscana, da un anno, al centro del dibattito culturale italiano.

“Il primo elemento che emerge con forza,” ha specificato Massini, “è la straordinaria risposta positiva di Firenze e della Toscana. La stagione 2025/2026 ‘Altri Sguardi’ ha messo al centro il racconto della contemporaneità come strumento di interpretazione della realtà, un teatro che non ha paura di fare domande, con riflessioni su temi urgenti dalla politica alla storia, dal potere ai diritti, alla memoria.”

Il fulcro della direzione artistica di Massini. “The New Statesman”, una delle riviste britanniche più influenti, inserisce il suo “The Ladies Football Club al Crucible Theatre” fra gli eventi imperdibili del 2026 a Londra.

“Nelle tre sale,” ha raccontato Massini, “si è registrato il tutto esaurito con una risposta entusiasta del pubblico, spesso in piedi ad applaudire la scelta di programmare artisti di grande calibro come mai prima d’ora nelle stagioni del Teatro della Toscana.”

Massini sostiene centrale il dialogo che il Teatro della Toscana ha costruito con il pubblico e la città. Centrale il rapporto degli spettatori con la stagione degli ARTIFICI, principalmente al Nuovo Rifredi Scena Aperta: un ciclo di laboratori, momenti di ricerca pratica e di confronto aperti a chi desidera avvicinarsi ai processi creativi che animano il palcoscenico, guidati da rinomati artisti della scena contemporanea, da Armando Punzo a Mimmo Borrelli, da Mario Perrotta a Irina Brook, da Roberto Latini a Davide Enia, da Lacasadargilla a Lucia Calamaro.

La stagione 2025/2026 “Altri Sguardi” dimostra che quando il teatro accetta la sfida della realtà, il pubblico risponde, facendo di Teatro della Pergola, Teatro Era, Nuovo Rifredi Scena Aperta un unico palcoscenico che non ha paura di fare domande e che si appresta ad accogliere artisti come Romeo Castellucci, Luca Marinelli, Emma Dante, Serena Sinigaglia, tutti in scena per la prima volta alla Pergola, e i debutti, tra Rifredi ed Era, di Lombardi, Tiezzi, Angelo Savelli, Leonardo Manzan, Davide Enia, Roberto Latini, Elio Germano e Teho Teardo, Lucia Calamaro.

L’obiettivo del Teatro della Toscana sul Teatro Era è rinsaldare la sua spinta innovativa di luogo centrale della sperimentazione teatrale.

È nato così, ha precisato Massini, il Premio Jerzy Grotowski, regista polacco figura tra le più rivoluzionarie del ’900, legato indissolubilmente a Pontedera. Previsti, a partire dalla stagione 2026/2027:

  • Un riconoscimento a una compagnia di ricerca, che vedrà il proprio lavoro inserito nella stagione del Teatro Era.

  • Un riconoscimento alla miglior tesi di laurea dedicata ai linguaggi del teatro contemporaneo.

  • Un riconoscimento alla miglior pubblicazione di ricerca saggistica.

  • Un riconoscimento a una figura della critica teatrale o del giornalismo culturale che si sia distinta nello sviluppo di nuove narrazioni.

Insieme al Premio Jerzy Grotowski prenderà il via la Teatro Era Summer School, con un’offerta formativa estiva che, forte dell’esperienza degli Artifici, proporrà un ventaglio di momenti di studio e approfondimento teorico e pratico, guidati da grandi artisti della scena contemporanea.

Prosegue, tra le altre iniziative future, la collaborazione tra il Teatro della Toscana e il Maggio Musicale Fiorentino, segnando una nuova tappa di dialogo e incontro tra parola e musica.

Durante il dibattito con la stampa grande spazio è stato dato alla collaborazione con il Teatro Metastasio di Prato e al PREMIO GIULIANO SCABIA, partner la Fondazione Giuliano Scabia, e all’Osservatorio per la scoperta di artisti e compagnie under 25 intitolato alla memoria di Giancarlo Cauteruccio.

“Sono felice,” ha sottolineato Massini, “per la sinergia che si è creata con il Teatro Metastasio. Si tratta di intesa e di visione culturale che vanno all’unisono, sinergia che unisce due istituzioni nel segno della sperimentazione e del sostegno ai giovani.”

A ribadirlo il Direttore del Teatro Metastasio, Massimiliano Civica, presente in sala insieme alla dottoressa Cristina Giglioli, moglie di Giuliano Scabia scomparso il 21 maggio 2021.

Civica ha riportato l’attenzione sugli spettatori, sull’importanza dell’ascolto. “Saper ascoltare,” ha sottolineato, “è il primo passo di un atteggiamento democratico in un mondo dove tutti vogliono parlare e togliere la parola agli altri. Gli spettatori sono l’unica speranza rimasta per difendere e sostenere il pensiero liberale, progressista, paritario, presente e futuro. In questo senso i nostri due teatri sono in reciproco ascolto e in relazione. Ringrazio Massini per la ferma volontà di lavorare assieme.”

Massini ha riaffermato una delle sue convinzioni: la necessità della conservazione della memoria. “Sono certo di avere la consapevolezza e l’esigenza di tenere conto dell’insegnamento dei grandi maestri che mi hanno preceduto, per poter continuare ad esplorare ancora più in là.

Stiamo cercando di entrare in alcune strutture per far conoscere le nostre proposte, ad esempio l’Auditorium dell’Ospedale Careggi di Firenze e il carcere di Sollicciano. Tutto questo non è semplice ma posso annunciare che molte strade si stanno aprendo in questo senso.”

“L’alleanza tra il Teatro della Toscana ed il Teatro Metastasio di Prato,” ha concluso Massini, “si salda, innanzitutto, attorno alla creazione del PREMIO SCABIA, nell’anno del quinto anniversario della morte del celebre poeta, drammaturgo e scrittore, figura chiave della ricerca teatrale italiana. Scabia è stato pioniere di un teatro capace di portare l’arte fuori dai palcoscenici tradizionali per incontrare il mondo, dalle fabbriche alle carceri, fino agli ospedali psichiatrici. Il riconoscimento, di cui è partner la Fondazione Giuliano Scabia, intende valorizzare progetti legati a un teatro utile e proficuo agli esseri umani.

Se con il Premio Giuliano Scabia il Teatro della Toscana e il Teatro Metastasio guardano al presente, con il costituendo Osservatorio Giovani Artisti e Compagnie Under 25, intitolato alla memoria di Giancarlo Cauteruccio, si pongono l’obiettivo di intercettare il futuro della scena e favorire il ricambio generazionale. L’Osservatorio nasce con il primo e più importante compito di monitorare e individuare, a partire dalla stagione 2026/2027, le giovani realtà emergenti più promettenti che operano al di fuori dei circuiti, offrendo loro un sostegno produttivo e distributivo, con l’inserimento nelle stagioni del Teatro della Toscana e del Teatro Metastasio.”

Alla luce di quanto emerso durante l’incontro con Stefano Massini si potrebbe riportare questo pensiero di Jacques Copeau, critico, drammaturgo, attore e regista, uno dei più influenti maestri pedagoghi del teatro della prima metà del Novecento:

“Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti. Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti, è lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui.”

Laura Privileggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.