L’Argante 234 – 30 anni di Conigli Ruggenti

Io sono romano e a Roma ogni tanto (ma raramente eh) ce sta ‘no sciopero dei mezzi pubblici. È una situazione ancestrale, (sicuro da Nerone in poi se scioperava, secondo me, ma pure prima!), e se chiedessimo a Barbero sicuramente confermerebbe.

Oltre a essere romano sono stato anche studente universitario, a Roma. E proprio uno sciopero a Roma mi ha aperto un mondo.

Ero in macchina con mio padre che mi accompagnava in facoltà causa sciopero, macchina che per il lavoro che faceva poteva girare in centro, passando per ZTL, divieti e vincoli archeologici, era il 2008 credo. Mentre, tra l’assonnato e lo stato comatoso, percorrevo, con papà al volante, l’Appia Antica (ma non quella asfaltata, quella tutelata dalla sovrintendenza!) dalla radio, sintonizzata su RaiRadio2, due voci arzille ci tenevano compagnia durante il viaggio e mio padre ridacchiava. Ad un certo punto dopo le prime parole partì una sigla…

“(..)Richetè rachetè richetè rachetè rà questo coniglio ruggirà (…)”

 

Stavo ascoltando la mia prima puntata de “Il Ruggito del Coniglio”. E da quel 2008 non l’ho più mollato quel programma, è diventato il mio faro radiofonico, il mio pilastro dell’intrattenimento.

“Il Ruggito del Coniglio” è il programma che Antonello Dose e Marco Presta conducono, dal 1995, tutte le mattine sempre e solo su Rai Radio2, ma non dovrei nemmeno spiegarlo cos’è: in un paese civile lo insegnerebbero nelle scuole! E proprio quest’anno, il 2 ottobre, ha compiuto 30 anni. 30 anni! Ma sapete, cari lettori dell’Argante, che significa fare un programma radiofonico per 30 anni in Rai?! Sopravvivere a cambi politici, dirigenziali, dei vertici aziendali, a critiche varie ed eventuali ed alla concorrenza di nuovi contenuti. Loro due ci sono e ci stanno riuscendo.

E sapete perché ci riescono? Perché è un prodotto intelligente, ma non nel senso che dentro ci trovate “spiegoni”, sermoni o lezioni di vita o le equazioni di Max Plank ma perché ci trovate proprio la vita. La vita di due amici, Dose e Presta, che si conoscono da 40 anni (se non di più forse) e che ci danno notizie di attualità, fresche di giornata (come le uova delle galline che c’aveva nonna) o della settimana. Ma non solo quelle “main stream” ma anche quelle più curiose e divertenti, che si trasformano in spunti per gli interventi, in diretta, dei loro radioascoltatori che, a loro volta, danno il la a battute e commenti dei conduttori: un ping pong.

Quest’è! La semplicità, la chiarezza e la coerenza di portare avanti un’idea che sarà sempre la stessa ma sempre diversa, perché il pubblico sarà sempre diverso e oramai, dopo 30 anni, intergenerazionale.

Chi interviene diventa essenziale nel programma anche in occasione del “coniglio and friends”, prima, e del “coniglio da camera”, poi, ossia puntate radiofoniche con pubblico live in studio, che non stai lí fermo a guardare ma è parte di esso, come fosse, in quel momento, anche lui un piccolo autore radiofonico.

Questa semplice idea è condita da mille altri ingredienti, rubriche, quiz , come lo storico “mia nonna quiz”, oppure l’ultim’ora letta dal televideo (il televideo capite?!). Tutti curati da Dose e Presta e da fantastici attori e cantanti come Paola Minaccioni, che diventa la giornalista Ilenia Pimpini Pimpozzi o la guru Baba Nanda. E ancora Giancarlo Ratti che interpreta i titoli dei giornali fornendo una bizzarra rassegna stampa o veste i panni dell’avvocato Foro Fores o ci invita tutti al Circo Rattoloni, Max Paiella e il maestro Attilio di Giovani con canzoni e parodie e con tanti personaggi musicali come il Menestrello e il grandissimo cantautore greco Demetrio Parakulis.

A proposito di rubriche non posso non menzionare la mitologica “Coppa Rimetti” un contest in cui ogni mattina si sfidavano 2 brani musicali brutti, di artisti emergenti, presi da You Tube votati dagli ascoltatori che chiamavano per votare la loro preferita (oggi non più in onda per le restrizioni nell’utilizzo di contenuti pubblicati su YouTube), vi lascio un link, per capire il mood, “Montecovino Rovella” di Akuma Xrex.

 

I brani musicali che interrompono, ogni mezz’ora/quarantacinque minuti, il programma si distaccano da quelli in voga al momento e tra i più ascoltati nelle classifiche nazionali ed internazionali, con canzoni “storiche” italiane e straniere ed anche questa scelta amalgama ancora meglio. Tutto questo e molto altro è “il Ruggito de Coniglio”. Do un consiglio a tutti: se non lo avete ancora fatto, provate ad ascoltarli, anche solo per 10 minuti. E qualche giorno fa, proprio il 2 ottobre 2026, durante la puntata  che festeggiava il 30° anno mi son detto:

“Antonello c’ha 64 anni, Marco 65, sono 30 anni che fanno questo programma (oltre altre cose tra scrittori, autori, sceneggiatori) ma non è che si sta avvicinando il momento che li mandano in pensione?”

Perché, diciamolo, l’unico modo per interrompere la trasmissione è questo. E poi ho pensato, ma come si fa in quel caso? Come può continuare il mondo senza “conigli”? Che senso avrebbe il lunedì mattina in macchina?

Io non lo so se sono pronto a fare a meno di loro. Questo è l’unico motivo che mi fa essere felice quando i governi, di volta in volta, alzano l’età pensionabile. Che poi solo il pensiero di perdere “Il Ruggito” mi lascia un senso di smarrimento, un piccolo vuoto e un turbamento di sapere che potrei accendere la radio, in una qualsiasi mattina e non sentire quel “richetè rachetè”.

Marco, Antonello, non facciamo scherzi preparateci a quel momento, ditecelo anche 2/3 anni prima cosi abbiamo il tempo di metabolizzare o di iniziare un percorso psicologico in modo da arrivare tutti preparati a quel giorno.

Marco Bernardini

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