L’Argante #43 Mondi alternativi a Firenze: è possibile, con il Cirk Fantastik!

Si è conclusa ieri l’ultima edizione di Cirk Fantastik, il festival di circo contemporaneo che per undici giorni ha “invaso” il Parco delle Cascine, animandolo con musica, teatro e giochi.

Per quasi due settimane, è stato necessario solamente superare il cartello (rigorosamente a forma di clava) con su scritto “Cirk Fantastik”, per entrare in un ambiente dove l’aria che si respirava era quella di festa, convivialità e libertà. Undici giorni in cui grandi e piccoli hanno trovato un luogo di pace, divertimento e tanta, tanta arte.

Due gli spazi nei quali sono stati ospitati i quattordici spettacoli (più le varie repliche) che sono andati in scena durante questa edizione: lo Chapiteau del Teatro delle Foglie e il bus teatro dei Teatri Mobili.

Cirk Fantastik e il circo contemporaneo

Tutto ciò che è andato in scena era molto di più di una semplice dimostrazione di abilità nelle varie discipline circensi; in ogni spettacolo la componente artistica era immancabile e l’abilità veniva utilizzata sempre in funzione di altro. Più volte ho assistito allo stupore delle persone nel momento in cui si accorgevano dell’assenza di animali, abituati forse all’idea di circo classico con i leoni da domare e i clown con la parrucca rossa e le scarpe enormi.

Il circo contemporaneo (e di conseguenza anche questo festival) invece, oltre ad essere ovviamente privo di animali, ha anche un modo di concepire quello che viene messo in scena totalmente diverso da quello del circo classico. Non troviamo più quindi trick ed esercizi fini a se stessi; quello a cui assistiamo è invece una fusione di diverse arti, che si incontrano, si intrecciano e creano insieme magia e poesia.

Il teatro è una componente costante; ogni artista è, in un modo o nell’altro, anche attore e ogni spettacolo ha, a suo modo, una drammaturgia. A questo poi vengono aggiunte le varie discipline circensi (e non solo).

Cos’è andato in scena?

Ed è proprio grazie a questo che durante il festival è stato possibile assistere a spettacoli come Kairos, prima produzione collettiva della compagnia Teatro nelle Foglie e ideato durante il lockdown, che attraverso  acrobatica, equilibrismo e danza aerea, indaga e riflette sulla percezione che abbiamo del tempo (non il tempo però in cui è necessario essere produttivi, ma, come loro stessi affermano, il tempo del gioco). Anche la musica (suonata dal vivo), la scenografia e i costumi giocano un ruolo fondamentale in questo spettacolo (così come nelle altre produzioni della compagnia): la fusione di tutti questi elementi è in grado di creare un ambiente suggestivo, onirico e surreale, dove tutto è possibile.

Lo chapiteau all’interno del festival ha accolto inoltre anche persone abituate solitamente a calpestare le assi di legno nei teatri; è il caso dell’attore e regista fiorentino Alessandro Riccio, che insieme alla compagnia Ball Percussion (formata da Francesco Gherardi, Federico Macchi e Niccolò Piccioli), racconta in Ritmi Aziendali lo sfruttamento degli operai e la disumanità dei padroni, attraverso teatro, giocoleria e body percussion.

Oltre al tradizionale chapiteau, alcuni spettacoli si sono appunto svolti anche nei Teatri Mobili, spazio meno convenzionale per il circo, dove il teatro di figura è stato predominante. È proprio questo il luogo in cui, per tutta la durata del festival, sono andate in scena le numerose repliche di spettacoli come Antipodi (della compagnia Dromosofista), viaggio onirico agli estremi del mondo durante il quale incontriamo personaggi assurdi, e Manoviva (della compagnia Girovago e Rondella), spettacolo estremamente delicato dove ritroviamo tutte le più note discipline circensi, eseguite però, in maniera impeccabile, da due piccoli personaggi che prendono vita dalle mani degli artisti che li animano. Quest’ultimo ha particolarmente attirato l’attenzione dei bambini, che, una volta concluso lo spettacolo, si fermavano a giocare con i due personaggi, creando insieme a loro nuove storie e nuovi mondi.

Oltre a questo, ogni giorno del festival i più giovani avevano anche la possibilità di partecipare liberamente a laboratori di circo e di musica, rendendo così lo spazio pieno di bambini entusiasti e gioiosi dopo aver lanciato in aria degli oggetti o dopo aver giocato un po’ con i suoni.

Lo Chapiteau Instabile e l’importanza per il territorio

Cirk Fantastik è un evento estremamente importante per Firenze; crea, per circa undici giorni all’anno, uno spazio culturale che manca alla città, di cui c’è un assoluto bisogno. Eventi e spettacoli del genere nel nostro territorio sono davvero rari, ma incredibilmente preziosi. È proprio questo il motivo per cui si è sentita l’esigenza di creare un nuovo spazio, ed è così partito il crowdfunding per far nascere lo Chapiteau Instabile, un tendone da circo a Firenze che ospiterà per tutto l’anno prodotti simili a quelli del festival, e sarà inoltre spazio di aggregazione e formazione (questo il link per partecipare alla raccolta fondi https://www.cirkfantastik.com/partecipa-al-crowdfunding/).

Per undici giorni, chiunque sia passato dal Parco delle Cascine, è stato risucchiato da quest’atmosfera magica e giocosa, atmosfera in cui sarebbe bello essere immersi ogni volta che ci va, ogni volta che ci sentiamo troppo pesanti, troppo o troppo poco presenti.

E quindi, con la speranza di sentirsi un po’ più leggeri, ci vediamo al circo.

Irene Bechi

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