L’Argante 113 || Ciao LUCIO!

Lucio Dalla e Lucio Battisti, due giganti della musica italiana. Erano nati entrambi ottant’anni fa: il primo a Bologna il 4 marzo 1943; il secondo a Poggio Bustone il 5 marzo 1943.

Nati a poche ore di distanza, i due Lucio non potevano essere più diversi. Hanno cantato l’Italia senza mai incontrarsi artisticamente.

Dalla in maniera allegra e sorniona ma non per questo meno intensa, Battisti in modo introspettivo e riflessivo prendendosi forse sempre un po’ troppo sul serio. 

Ma hanno lasciato un segno forte non solo nella musica del nostro paese (e del resto del mondo, David Bowie apprezzava Battisti e lo annoverava come il più grande cantautore italiano a suo avviso) ma anche nel nostro modo di vivere. Mogol scrivendo con Battisti ha influenzato il modo in cui parliamo. 

Dalla ha raccontato le emozioni che scaturiscono non solo dagli uomini ma anche dai luoghi che viviamo, da Piazza Grande ai vicoli di città e delle anime più insolite delle persone. 

BATTISTI STORY

Battisti ha inciso 17 album e venduto 25 milioni di dischi. Il lungo sodalizio con il paroliere Giulio Rapetti, Mogol, è stata la chiave del suo successo. E’ stato un musicista autodidatta dalla voce insolita inizialmente considerata stonata da molti. Non ha mai finito di sperimentare con la musica, abbandonando così Mogol negli ultimi anni, che preferiva rimanere su un approccio più classico della composizione. Inizialmente scrive per altri cantanti e gruppi. Esordì nel 1966 a Sanremo scrivendo Adesso si, cantata da Sergio Endrigo. nel 1967 con Mogol già scrive un pezzo come 29 settembre, portato al successo dall’Equipe 84.

Balla Linda, che doveva cantare Morandi, è il primo pezzo di Battisti-Mogol anche interpretato da Battisti. Siamo nel 1968 (esiste anche un primo videoclip di Battisti che la esegue sullo sfondo del Colosseo a Roma) e poi Io vivrò (senza te) dello stesso anno (poi eseguita anche da Mina, naturalmente). Il successo è già arrivato. Esce l’album che raccoglie, reinterpretati da Lucio, tutti i successi scritti in quegli anni per altri cantanti: Lucio Battisti (1969). Seguono Amore e non amore (1971), Il mio canto libero (1972), Il nostro caro angelo (1973), Anima latina (1974), Una donna per amico (1978), Una giornata uggiosa (1980) e tanti altri.

(EN)

«His fame and youthful following were such that he was sometimes compared to Bob Dylan, less for the political content of Mr. Battisti’s songs than for the way they defined an era»

(IT)

«La sua fama e il suo seguito giovanile sono stati tali che a volte è stato paragonato a Bob Dylan, non tanto per i contenuti politici delle sue canzoni quanto per il modo in cui hanno segnato un’epoca.»

(New York Times)

DALLA STORY

Ha collaborato con De Gregori, Mina, Morandi, Pavarotti, Zucchero. E’ stato l’artista più poliedrico e camaleontico in Italia. Ha sperimentato tutto. E’ stato un ricercatore instancabile, giullare, cantastorie, poeta forse anche ballerino! E polistrumentista naturalmente. Solo il brano Caruso ha venduto 38 milioni di copie nel mondo. Ha pubblicato 23 album. 

Appassionato di Jazz Dalla è stato anche un cultura di storia della musica. Nel 1971 partecipa al Festival di Sanremo presentando la canzone 4/3/1943, su parole dell’autrice di testi (in seguito storica dell’arte) Paola Pallottino, che gli vale il terzo posto.

 «Ebbi subito la sensazione di aver fatto qualcosa di veramente grosso, mi commuovevo e per due anni mi sono sempre commosso ogni volta che la cantavo. Poi cominciai a cantarla in pubblico […] da Bolzano a Palermo era uno scatenarsi di manifestazioni di consenso»

Nel 1972 è ancora a Sanremo (per la quarta volta) con la commovente Piazza Grande, dedicata a un senzatetto realmente vissuto. La strada del successo è così spianata. Seguono l’album, Come è profondo il mare del 1977 (pezzo centrale dell’album è la geniale e bizzarra Disperato Erotico Stomp.) Lucio Dalla del 1979 contiene pezzi come L’anno che verrà. E poi Dalla del 1980, con Balla balla ballerino, Cara, Futura. Arriva poi l’album DallAmeriCaruso nel 1986 con il brano Caruso. Dalla tocca l’opera e la rende pop. Arriva il sodalizio tour con Morandi del 1988. E molti altri successi fino agli anni ’90 con Canzoni (1996), Ciao (1999), Luna Matana (2001).

LUCIO e LUCIO

E allora cosa lega questi due artisti? Niente.

Ma è un niente fatto di tutto. Il tutto è la musica e il saperla usare davvero per renderla al legittimo proprietario: la gente. Ed entrambi lo hanno fatto. Il come beh.. in modi e ritmi del tutto diversi. Quindi talmente nulla li legava da decidere, allorquando si affacciò l’idea di un incontro artistico, di lasciar perdere subito. Perchè non fare un tour insieme dal titolo “I due Lucio?” pensa Dalla. Battisti declina educato: “Non si può fare”. Dalla non insiste. E forse capisce che l’altro Lucio ha ragione. La vita e la Musica possono essere vissute in maniere tanto diverse ma talvolta questi modi di fare arte, dare amore, non vanno mescolati. Dolce e salato non vanno frullati, ma gustati separatamente. E queste sono le sfumature che ci rimangono. E che ancora oggi ci fanno vibrare, emozionare, piangere, come forse in questi giorni un po’ facciamo riascoltando quelle belle canzoni che Lucio e Lucio ci hanno lasciato e che tutti noi, sappiamo bene, non essere state e non essere ancora oggi.. solo canzoni. 

Sotto La locandina dello spettacolo dei “Geneticamente mortificati” che trae spunto dalle canzoni di Dalla e lo omaggia nei suoi 80 anni. Fra pochi giorni al Teatro L’affratellamento di Firenze.

Stefano Chianucci

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