Domenica 8 Febbraio 2026, Teatro Reims – Firenze.
L’8 febbraio è andato in scena al Teatro Reims di Firenze ‘Na Nuttata ‘e Sentimento – suggestioni napoletane’, spettacolo ideato e diretto da Serena Politi, con Daniele Galanti (fisarmonica), Serena Moroni (violino), Serena Politi (voce), Paolo Rossetti Murittu (percussioni) e Tommaso Tarani (pianoforte); scene realizzate a mano da Gennaro Todisco, video wall di Stefano Chianucci, Annalisa Prota performer live e danza, disegno luci di Claudio Fornai.
Lo spettacolo, la scena:
Alla sua prima uscita, ‘Na Nuttata ‘e Sentimento – suggestioni napoletane’ si presenta con una compattezza sorprendente. Non vi è traccia di esitazione o di fragilità tipiche del debutto: l’impianto registico appare saldo, calibrato, costruito con una visione chiara. Serena Politi orchestra gli elementi scenici con misura, evitando sovraccarichi e privilegiando un equilibrio armonico tra musica, parola e movimento. Particolarmente degni di nota sono gli arrangiamenti musicali originali, creati dal duo Daniele Galanti e Tommaso Tarani, che conferiscono allo spettacolo una cifra sonora unica.
La scena si distingue per una cura artigianale evidente nelle scenografie realizzate a mano, che restituiscono un’atmosfera intima e coerente con il tono evocativo dello spettacolo. A queste si affianca il video wall, utilizzato non come semplice fondale decorativo ma come estensione emotiva dello spazio teatrale. Le immagini accompagnano i brani, suggeriscono ambienti, ampliano la percezione visiva senza mai invadere l’azione scenica.
Un elemento particolarmente apprezzato è stato l’intervento della performer Annalisa Prota, la cui presenza scenica è stata definita “molto efficace, molto brillante”. La dimensione corporea aggiunge profondità al tessuto musicale, trasformando alcuni brani in veri e propri quadri evocativi. Non si tratta di coreografie decorative, ma di movimenti che interpretano e amplificano il senso dei testi, offrendo una chiave di lettura ulteriore. In particolare, è stata colta e apprezzata un’intensa espressione del femminile: una cifra delicata ma determinata, capace di attraversare i brani con una forza silenziosa.
Determinante è anche il disegno luci, che scolpisce i momenti musicali e coreutici con precisione, contribuendo a creare quadri di forte impatto visivo ma sempre in sintonia con la narrazione sentimentale.
Questa eleganza priva di ostentazione, conferisce all’allestimento un livello professionale che il pubblico ha percepito immediatamente.

Le idee… dalla regia alla scenografia:
Non un semplice omaggio alla tradizione napoletana, ma una sua rilettura filtrata attraverso sensibilità contemporanea. L’idea registica di Serena Politi si fonda su un principio di sottrazione: evitare l’enfasi, contenere l’eccesso, lasciare che il sentimento emerga con naturalezza. Napoli non viene esibita, ma evocata.
La scenografia artigianale non punta al realismo descrittivo, bensì a una dimensione suggestiva, quasi sospesa. Gli elementi visivi dialogano con la musica senza imporsi, creando uno spazio che sembra respirare insieme agli interpreti.
L’idea portante è quella di un teatro totale ma misurato, in cui ogni linguaggio – musicale, corporeo, visivo – è chiamato a concorrere a un unico disegno. Nulla appare ornamentale: ogni scelta risponde a una necessità espressiva. È proprio questa coerenza progettuale a conferire allo spettacolo un’identità definita e riconoscibile, capace di sostenere la tradizione senza cristallizzarla.
La voce del pubblico, il sentimento condiviso
È nella risposta del pubblico che ‘Na Nuttata ‘e Sentimento’ trova la sua conferma più autentica. Le testimonianze raccolte al termine della rappresentazione restituiscono un entusiasmo maturato lungo l’intero arco della serata.
C’è chi ha parlato di un “livello molto alto di professionalità” complessiva dell’impianto scenico e musicale, e chi ha evidenziato come nulla lasciasse pensare a un debutto:
“Non sembrava certo di assistere ad una prima messa in scena era tutto molto coordinato, centrato”.
Un riconoscimento importante, perché attesta la solidità del lavoro e la compattezza del gruppo.
Particolarmente significativo è il riferimento alla misura interpretativa: la cantante “mai sopra le righe”, capace di dare spazio ai musicisti, anch’essi molto apprezzati. Non un’esibizione individuale, ma un corpo unico, un equilibrio senza che nessuno che cercasse di emergere: tutto era al servizio dell’atmosfera.
“Raramente mi è capitato di provare emozioni così forti, con una qualità dello spettacolo che non si incontra tutti i giorni.”
Così parla una spettatrice, per un Teatro che continua a vivere oltre il sipario, riuscendo a toccare zone profonde dell’animo. È il segno di uno spettacolo capace di superare le aspettative, conquistando con sobrietà e autenticità.
Il Teatro Reims ha registrato il tutto esaurito con la sala gremita fino all’ultimo posto, a testimonianza del forte coinvolgimento del pubblico. Con un entusiasmo così grande, non sorprenderebbe rivedere presto lo spettacolo in altre città e in altri teatri, pronto a emozionare nuovi spettatori con la stessa intensità.
Non è secondario il clima creatosi in sala: un pubblico partecipe, attento, rispettoso. Una comunità temporanea che ha condiviso silenzi, applausi e commozione. In questo scambio silenzioso tra palco e platea si è compiuta la vera “nuttata”: non solo rappresentazione, ma esperienza collettiva di sentimento.
Ernesto Censere

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