L’Argante 246 Un Viaggio nel Mondo di Joe R. Lansdale

Joe R. Lansdale, l’artigiano texano del grottesco. Il racconto è fra le mie letture preferite e fra le tante antologie, ovviamente di genere horror, weird e fantastico, ho incrociato più volte il nome di Joe R. Lansdale, affiancato a Stephen King, Barker, Bloch e altri autori a me cari.

Dalla prima lettura del racconto “Nel deserto delle Cadillac, con gli zombi” mi sono affezionato subito al suo stile eclettico che fonde generi apparentemente disparati come l’horror, il western, il noir e la fantascienza, mescolando i generi come un abile barman miscela i cocktail, creando un mix unico e sorprendente che attrae lettori di ogni tipo con il suo approccio audace e provocatorio.

Quando conosco un nuovo autore il mio approccio all’acquisto non è condizionato da internet ma fa riferimento agli immortali e preziosi stand di libri usati, dove ho acquistato “Maneggiare con cura” e “Freddo a luglio”.

Il primo è un’antologia di racconti pulp, noir e horror che esplora la provincia americana profonda con personaggi controversi, umorismo nero, crudezza e momenti toccanti, con una scrittura coinvolgente.

Il secondo è un romanzo crime thriller avvincente di cui nel 2014 è uscito il film omonimo con ottime recensioni.

Le origini di Joe Richard Lansdale

Pienamente convinto ho cominciato a seguire in modo maniacale questo autore ed è il momento di presentarvi Mr. Joe Richard Lansdale.

Nato a Gladewater, Texas, nel 1951, la famiglia si trasferirà qualche anno dopo nella città di Nacogdoches, spesso citata nelle sue opere.

Già da ragazzo, crescendo in Texas, Lansdale assorbe fin da giovane le tradizioni e le contraddizioni del profondo Sud americano che hanno plasmato la sua prospettiva e il suo approccio narrativo.

Inizia a scrivere in giovane età, il suo amore per le storie si fa sentire; non è solo un lettore vorace, ma anche un aspirante scrittore. Dopo il classico apprendistato scrivendo racconti giovanili è pronto a dare vita ai suoi personaggi e alle sue ambientazioni, ma per il suo primo romanzo dovrà faticare non poco per la pubblicazione, perché il suo manoscritto viene rifiutato da molte case editrici.

Senza perdersi d’animo e insistendo, finalmente una piccola casa editrice, la Zebra Books, stampa nel 1980 il suo esordio nel mondo letterario con un legal thriller a tinte rosso sangue dal titolo “Atto d’amore”, dove già si intravede l’anima splatterpunk di Lansdale.

Uno stile unico: grottesco, ironia e violenza

Uno degli aspetti più affascinanti dello stile di Lansdale è la sua capacità di amalgamare il grottesco col comico.

Non è raro, nelle sue pagine, imbattersi in situazioni stravaganti dove il dramma si mescola a frasi esilaranti, creando un fuorviante ma avvincente equilibrio.

La violenza, presente e spesso scioccante, è presentata con una sorta di leggerezza che la rende quasi surreale. Lansdale non risparmia dettagli esplosivi, ma li incastra in una scrittura che, pur nella brutalità, riesce a far sorridere. Il suo linguaggio ricco di metafore e similitudini eccentriche contribuisce a dipingere scene che rimangono in mente.

Lansdale e Stephen King: somiglianze apparenti

Qualche critico ha azzardato delle similitudini fra lo stile e le ambientazioni fra Stephen King e Lansdale, ma per mio parere la realtà è un’altra: nonostante siano quasi coetanei, famosi, premiati e colleghi di penna, le similitudini si fermano qui.

SK ha un approccio verso i suoi personaggi molto cauto e ce li consegna a poco a poco, mentre JRL ce li butta addosso e non sempre per un abbraccio.

I luoghi di SK sono gli spazi aperti del Maine, con foreste misteriose che si aprono su laghi incontaminati e piccole cittadine dove tutti si conoscono ma il più delle volte nascondono scheletri, e non solo, negli armadi.

Per JRL il Texas è un elemento cardine delle sue opere e non si limita a descrivere un luogo; lo rende vivo, pulsante, ricco di leggende folkloristiche.

Personaggi borderline e linguaggio autentico

Le sue ambientazioni sono caratterizzate da foreste paludose, strade polverose e una fauna tanto affascinante quanto inquietante. Gli spazi aperti del Texas diventano così un personaggio a sé stante, un contesto dove si dipanano le avventure dei suoi personaggi borderline, eccentrici e imperfetti, che incarnano la complessità dell’animo umano e le sue contraddizioni.

Lansdale ha un talento innato per catturare il linguaggio colloquiale. Le sue conversazioni sono piene di slang da strada, parolacce e frasi elaborate che aggiungono un ulteriore strato di autenticità alle sue storie.

È come ascoltare un amico raccontare una storia incredibile, con tutte le inflessioni e le pause giuste che ti fanno immaginare ogni scena.

Il ciclo di Hap e Leonard

I personaggi di Lansdale sono persone reali, con difetti e sogni, spesso collocati ai margini della società e il cosiddetto Ciclo di Hap e Leonard è emblematico: un bianco disilluso ma contento della sua vita semplice e un afroamericano gay palestrato con un brutto carattere diventano migliori amici nel sud segregazionista degli anni ’80.

Attraverso le loro avventure investigative, Lansdale esplora la complessità delle relazioni umane e non teme di affrontare tematiche complesse come il razzismo, la violenza e la redenzione.

La saga letteraria di Hap e Leonard, fra romanzi e racconti, dal 1990 ad oggi si compone di decine di titoli ed è stata anche realizzata una serie televisiva omonima di tre stagioni (2016–2018), che riprende i primi tre libri “Una stagione selvaggia”, “Mucho mojo”, “Il mambo degli orsi”.

Un artigiano della parola

Lansdale, vero e proprio artigiano della parola, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Bram Stoker Award e l’Edgar Award, a testimonianza della sua importanza nel panorama letterario statunitense.

Ha lavorato per il cinema, la TV e firmato sceneggiature di fumetti che vanno da Batman a Lovecraft.

Se non avete ancora esplorato il mondo di Lansdale, preparatevi a un viaggio che non si dimentica facilmente. Le sue storie, in salsa tex-mex, non sono solo letture coinvolgenti che siano horror, pulp, hard boiled, racconti di formazione o western, ma stimolano riflessioni profonde su temi universali, rendendole accessibili e, soprattutto, divertenti.

Insomma, per dirla con un suo titolo, sono come “Sangue e limonata”.

Blaco Massimo

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