L’Argante #62II Benvenuto presidente!

Benvenuto presidente!

Sebbene sia immediato pensarlo, l’intestazione non fa riferimento all’accaduto di questi giorni ma al titolo di un film datato 2013 di Riccardo Milani, scritto da Fabio Bonifacci e Luca Miniero, che tuttavia presenta parecchie affinità con quanto avvenuto. È la storia di Giuseppe Garibaldi, detto Peppino, un bibliotecario precario con la passione per la pesca, che vive in un paesino di montagna al Nord Italia. Un giorno riceve la visita di tre leader politici che gli annunciano la sua nomina come Presidente della Repubblica Italiana. Si tratta di un malinteso, uno scherzo di cattivo gusto costato caro agli elettori che hanno scritto sulle schede il nome di un eroe Risorgimentale (pura utopia o non proprio). Garibaldi sembra dunque essere l’unico cittadino italiano ad avere i requisiti adatti per prendere l’incarico. Dalla sua semplice vita di montagna si trova quindi al timone di un paese senza avere l’esperienza specifica per farlo. Fa affidamento al suo buonsenso ed alla sua moralità per portare avanti il ruolo dignitosamente e con sorpresa di tutti, ci riesce anche bene. Il successo ottenuto inevitabilmente gli crea dei nemici che attraverso complotti e meschini imbrogli provano a far cadere il presidente in carica. Peppino trova dei fascicoli in cui sono annotate tutte le malefatte dei parlamentari. Vorrebbe renderli pubblici, ma tra questi ci sono anche quelli di suoi amici e persone care. Esitante ed in bilico tra favoritismo e buona condotta, risolverà con un espediente prima di annunciare le sue dimissioni.

Attraverso un cast d’eccezione, il film intrattiene fluidamente tra riso comico e riflessivo. Claudio Bisio nel ruolo di Giuseppe Garibaldi, Kasia Smutniak nel ruolo di Janis Clementi, affascinante e inflessibile vice segretaria generale del Quirinale, Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Beppe Fiorello nei panni degli avversari politici, e ancora Omero Antonutti come segretario generale, Piera degli Espositi, madre di Janis, continuando con la grande Lina Wertmüller, Pupi Avati, Gianni Rondolino i cosiddetti “poteri forti”, è un film che vale proprio la pena vedere e adesso appare più contemporaneo che mai.

 In un paese libero mi piace pensare che oggi non sono nessuno e domani sarò presidente della repubblica.

La frase pronunciata da Peppino Garibaldi, assorbe la sua attenzione. Raccoglie uno spirito genuino, semplice, cittadino, custode di una consapevolezza pubblica e privata allo stesso tempo. In vari momenti, si riflettono delle osservazioni che accomunano tutti noi, che appaiono vere e sincere. Si evidenza la saggezza popolare, quella sana, quella che a volte potrebbe essere in grado di scegliere le persone giuste perché più orientate da un senso di comunità che da un istinto di individualità cronica. Tutto questo viene interpretato con toni leggeri, per nulla moralistici ma dall’effetto nettamente potente.

E poi il monologo di Garibaldi, che sembra come bucare lo schermo e parlarci direttamente:

Per cambiare davvero il nostro Paese serve gente preparata, gente che conosce le leggi, […] guardate come so firmare bene le mie dimissioni. Non si deve dimettere più nessuno? O forse tu, tu che punti il dito e dici “i politici sono ladri!” e poi magari evadi le tasse, parcheggi in doppia fila, paghi in nero convinto di risparmiare un po’, tu che non fai il politico ma ti piacerebbe farlo per piazzare i parenti, arraffare qualche cosa, tu che riesci a fare la TAC in due giorni perché conosci il primario, tu che timbri il cartellino e poi ti imboschi, tu che magari sei anche onesto, ma se vedi qualche amico che fa qualche abuso non dici niente, tanto sono inezie, tu non ti puoi dimettere perché non sei rappresentante di niente ma dovresti dimettere la tua furbizia, se no i prossimi saranno peggio di questi, perché questi qua sono figli nostri, di un paese dove le regole non le rispetta più nessuno, già qui i disonesti sono sempre gli altri, ma gli altri chi? Gli altri chi? Gli altri chi?

Come viene detto in apertura del film, l’Italia è quel paese che non si capisce se è povero tra quelli ricchi o il più ricco tra quelli poveri…

 

E in effetti è proprio questa incapacità nel farci chiarezza che ci contraddistingue. L’abilità di questo paese nel far confusione su tutto, nel non saper scegliere fin quando non siamo costretti a farlo. Prendiamo troppo seriamente situazioni leggere e troppo alla leggera situazioni serie. Il concetto di unità e coesione si consuma in quelle camere dove avvengono le decisioni guida e alla fine, si sbaglia la rotta.

Sacrifichiamo risorse, tempo, energie, persone, aspettando una risoluzione dall’alto, dove una volta su mille si presenta risoluta e le restanti, devastanti. Perché ne abbiamo bisogno, perché ci piace apparire in modo capriccioso cullandoci nella speranza che dopotutto arriverà un Peppino Garibaldi, tra i pochi rimasti, dotati di buon senso, di dovere, di sacrificio e rispetto per questa frammentata penisola che abitiamo e ci prenderà per mano con la saggezza di chi sa, che non può lasciar da solo un bambino per strada.

Per chi volesse vedere/rivedere Benvenuto Presidente! Il film è disponibile sulla piattaforma Raiplay a questo link: https://www.raiplay.it/video/2019/12/Benvenuto-Presidente-0f0a1989-7a3a-4ee5-9fd4-706a3ba46f8e.html?autoplay=true&wt_mc=2.google.catalog.benvenutopresidente.

Gaia Courrier.

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