Il teatro come ricerca personale, corpo collettivo e atto creativo
C’è un momento, nei percorsi teatrali autentici, in cui il laboratorio smette di essere semplicemente un corso e diventa un luogo di trasformazione. È ciò che sta accadendo ad Affondi Teatrali, il percorso promosso dalla compagnia IGeneticamenteMortificati in collaborazione con il Teatro di Ponte a Ema, che il prossimo 29 maggio alle ore 21:00 porterà la messa in scena finale del II° anno: Quel che resta della Signorina Papillon.
Più che un esito performativo del laboratorio di fine corso, lo spettacolo rappresenta il risultato di un lavoro lungo mesi, costruito attraverso studio, ascolto reciproco, improvvisazione, ricerca scenica e continua sperimentazione. Un viaggio teatrale che, fin dall’inizio, si è posto l’obiettivo di andare oltre la tecnica, accompagnando i partecipanti verso la scoperta di una voce artistica personale.
“Sono molto contenta di come stia andando il corso di teatro quest’anno”… “Si sono aggiunte persone non solo molto talentuose, ma anche propositive, presenti e capaci di portare energia nuova. Questo ha contribuito a rendere il gruppo ancora più eterogeneo e coeso riuscendo a fare un importante passo in avanti.”
Racconta Serena Politi, insegnante e direttrice artistica del progetto.

Ed è proprio questo “passo in avanti” ad aver portato il gruppo a confrontarsi con un testo ambizioso, corale e complesso. Quel che resta della Signorina Papillon, liberamente ispirato anche agli scritti di Stefano Benni, con la rielaborazione drammaturgica di Marco Giavatto, porta in scena dodici personaggi con una farsa teatrale che si muove in un universo sospeso tra il contemporaneo e la Parigi bohémienne di fine Ottocento.
La protagonista, Rose, vive isolata in campagna, ingenua, poetica, profondamente legata alla natura, mentre attorno a lei si muove una galleria di personaggi cinici, deformati dall’ambizione e dalla necessità di apparire, pronti a trascinarla verso una Parigi che somiglia più a un inferno seducente che a una promessa di libertà. La comicità attraversa tutta l’opera, ma non è mai fine a sé stessa. La farsa si incrina continuamente, lasciando emergere una satira feroce e attuale. Servi di scena che intervengono direttamente nell’azione, personaggi volutamente sopra le righe e continue rotture della finzione teatrale rendono lo spettacolo dinamico, imprevedibile restituendo un presente ossessionato dalla visibilità, dal consenso e dalla necessità di “restare in copertina”.
“È un lavoro che richiede grande precisione: un uso consapevole della comicità, competenze corporee solide, capacità di stare in scena con presenza, equilibrio oltre a un forte ascolto reciproco tra gli attori” … “Non è stato semplice, e continua a non esserlo, ma siamo felici del percorso che stiamo facendo e della direzione che abbiamo preso.”
continua Serena Politi.
Il valore del progetto sta anche qui: nel coraggio di misurarsi con una drammaturgia stratificata, mettendo al centro il processo umano prima ancora del risultato finale. Durante l’anno gli allievi hanno lavorato su voce, improvvisazione, costruzione del personaggio e presenza scenica, affiancati da professionisti del settore come Nicola Fornaciari, Filippo Catelani, Roberto Andrioli, Roberto Fontanelli e altri collaboratori artistici.
La direzione artistica dello spettacolo è firmata da Marco Giavatto, Giuliana Frasca e Serena Politi.
“Ora ci stiamo avvicinando al saggio finale, che rappresenta sempre il momento più delicato e impegnativo, ma siamo molto soddisfatti del lavoro costruito fino a qui e della crescita del gruppo”
conclude Serena Politi.
Il 29 maggio il pubblico assisterà quindi non soltanto a uno spettacolo, ma all’esito vivo di un percorso condiviso: un gruppo eterogeneo di attori che ha scelto di attraversare il teatro come spazio di ricerca, rischio e trasformazione.
Quel che resta della Signorina Papillon
📍 Teatro di Ponte a Ema
📅 29 maggio 2026 (Venerdì)
🕘 Ore 21:00
Produzione: Compagnia IGeneticamenteMortificati
In collaborazione con: Teatro di Ponte a Ema
Info e prenotazioni – 331\3555390 – igeneticamentemortificati@gmail.com – biglietto d’ingresso €5,00
Con:
Alessandro Barabesi- Francesca Berti
- Costanza Castellani
- Cristiana Fracassini
- Enrico Manolio
- Lisa Masini
- Matteo Bianchini
- Maria Donata Moschitta
- Tommaso Paba
- Silvia Piccini
- Gianmarco Santoiemma
- Martina Tropea




