Graduation Day 2025 a Trieste: in piazza premiati 170 ricercatori

Per la prima volta, la cerimonia del conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca dell’Università di Trieste è uscita dalle aule accademiche per approdare nel cuore della città. Il 14 luglio scorso, in una gremitissima piazza Giuseppe Verdi, 170 neodottori hanno lanciato il caratteristico copricapo quadrato verso il cielo: un gesto simbolico carico di auguri e speranze in una calda serata d’estate.

Il Graduation Day è l’evento solenne che sancisce la consegna dei diplomi, occasione per condividere i traguardi accademici con famiglie, docenti e istituzioni.


«Non è solo la celebrazione di un traguardo, ma anche un momento di gratitudine verso i dottorandi che rappresentano un tassello fondamentale della nostra ricerca»

ha spiegato il prof. Alessandro Baraldi, referente per l’area scientifica e i dottorati di ricerca dell’Ateneo.

Una piazza tra scienza e musica

Alla cerimonia ha preso parte il prof. Rosario Rizzuto, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e già rettore dell’Ateneo Veneto. La serata, condotta dalla giornalista Marinella Chirico, è stata accompagnata dalla musica soul di Ben & the Soul Sisters con le voci di Joy Jenkins, Michela Grilli e Sara Roversi.

Il 2025 ha segnato un record: i 170 dottori di ricerca rappresentano il numero più alto nella storia dell’Università di Trieste, con un incremento del +28% rispetto all’anno precedente. Questi giovani provengono da Europa, Asia, Africa e America, inclusi Paesi colpiti da gravi crisi internazionali: un segnale forte del ruolo della ricerca come motore di dialogo e pace.

Durante il rettorato di Roberto Di Lenarda (2019-2024), i posti a bando sono cresciuti da 138 a 185 (+34%), gli iscritti da 348 a 549 (+57,8%), mentre i candidati alle prove di ammissione sono passati da 667 a 1.268 (+90,5%). A un anno dal titolo, l’85% dei dottori di ricerca dell’Ateneo risulta occupato: il 26% nel settore privato, il 15% nell’innovazione industriale e il 17% all’estero, mentre il 68,2% lavora e contribuisce alla crescita economica e sociale del Nord-Est.

Lo scorso anno il 22 ottobre 2024, Il Graduation Day di Trieste, ha visto come ospite d’onore Marco Gori, professore ordinario di Informatica dell’Università di Siena, che ha pronunciato una lectio magistralis dal titolo “Macchine intelligenti che non accumulano dati”, in cui ha proposto un nuovo approccio all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico che non si basa sull’accumulo massivo di dati. Gori ha suggerito che, come avviene in natura, le macchine possano sviluppare abilità cognitive attraverso interazioni con l’ambiente, evitando così la centralizzazione di grandi raccolte di dati. Questo approccio ridurrebbe i rischi legati alla privacy e alla concentrazione del potere. Lo scienziato, si interessa con particolare attenzione al Machine Learning e ai recenti processi generativi e creativi, ha ricevuto il Dottorato di Ricerca dall’Università di Bologna nel 1990 e ha trascorso un periodo di formazione presso la School of Computer Science della McGill University, Montréal. Dal febbraio 2000, è professore ordinario all’Unversità di Siena ed è attualmente il direttore del Siena Artificial Intelligence Lab (SAILAB). Ha insegnato prevalentemente all’Università di Siena e all’Università di Firenze.”

Un’eredità e uno sguardo al futuro

Il Graduation Day 2025 ha coinciso con l’ultimo appuntamento istituzionale del rettore Roberto Di Lenarda, che ha concluso il mandato il 31 luglio. «Abbiamo voluto portare la cerimonia in città – ha dichiarato – per rafforzare il legame tra Ateneo e Trieste. La conoscenza va sostenuta, raccontata e condivisa, perché solo investendo nei giovani e nella ricerca si garantisce prosperità al Paese».

In chiusura è stata presentata la XIV edizione di Trieste Next – Festival della Ricerca Scientifica (26-28 settembre 2025). Il tema sarà “La vita dentro. Dialoghi tra scienza e tecnologie”: tre giorni di eventi, laboratori e incontri con centinaia di scienziati da tutto il mondo in piazza Unità d’Italia, per riflettere insieme sulle sfide del nostro tempo e sulle frontiere dell’innovazione tecnologica.

Laura Privileggi

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