L’Argante 226 – Music on vinyl – DAVID BOWIE – Brilliant adventure 1992-2001

Con Brilliant Adventure (1992–2001) la carriera di David Bowie torna a brillare in un cofanetto in vinile che racconta una delle sue stagioni più sorprendenti e spesso sottovalutate. Dall’eleganza soul di Black Tie White Noise alla libertà sperimentale di The Buddha of Suburbia, dall’oscuro labirinto concettuale di Outside fino all’energia elettronica di Earthling e alla riflessione intima di Hours…, questa raccolta abbraccia un decennio di continua metamorfosi.
Il box include anche Toy, l’album rimasto inedito per vent’anni, in cui Bowie rilegge il proprio passato con sguardo nuovo. Un viaggio sonoro che restituisce tutta la vitalità e il coraggio creativo con cui Bowie affrontò gli anni ’90.

Brilliant Adventure (1992–2001) è un cofanetto del cantautore inglese David Bowie, pubblicato il 26 novembre 2021. Seguito delle compilation Five Years (1969–1973), Who Can I Be Now? (1974–1976), A New Career in a New Town (1977–1982) e Loving the Alien (1983–1988), il cofanetto copre il periodo della carriera di Bowie dal 1992 al 2001, comunemente considerato dagli analisti come una rinascita artistica in seguito al suo lavoro di successo commerciale ma criticato negli anni ’80. Tuttavia, il periodo di Bowie dal 1988 al 1992 con il gruppo hard rock Tin Machine è escluso. Il cofanetto comprende undici compact disc o 18 LP.

Seguirà I Can’t Give Everything Away (2002-2016), il prossimo capitolo dei cofanetti dell’epoca.

In esclusiva per il cofanetto ci sono BBC Radio Theatre, un album live che presenta il concerto integrale di Bowie al BBC Radio Theatre del 2000 (precedentemente documentato in versione editata su Bowie at the Beeb) e Re:Call 5, il quinto capitolo delle esclusive raccolte di rarità dei cofanetti retrospettivi. Quest’ultimo include singoli non inclusi negli album e nelle colonne sonore, singoli edit e lati B.

Il cofanetto contiene le versioni rimasterizzate degli album in studio di Bowie Black Tie White Noise, The Buddha of Suburbia, Outside, Earthling e Hours (1993-1999).

Gli album rimasterizzati sono stati pubblicati individualmente nell’agosto 2022. È presente anche una versione definitiva di Toy, un album di ri-registrazioni prodotto alla fine del 2000 e la cui uscita era prevista per il 2001, solo per essere accantonato perché la Virgin Records lo considerava commercialmente non redditizio a seguito di una crisi finanziaria per l’azienda.

BLACK TIE WHITE NOISE

“Black Tie White Noise” è un album molto particolare nella carriera di David Bowie, uscito il 5 aprile 1993. È un disco che segna un vero e proprio ritorno per lui, dopo un periodo di transizione e di crisi artistica durante gli anni ’80 e la parentesi dei Tin Machine. Non a caso, molti critici lo considerano una sorta di “nuovo inizio” che apre la sua produzione degli anni ’90.

L’album è profondamente personale. Nasce in un momento in cui Bowie stava vivendo due eventi cruciali: il matrimonio con Iman, celebrato nel 1992, e il trauma dei disordini razziali di Los Angeles del 1992 (le rivolte dopo il caso Rodney King). Questi due poli – l’amore privato e il conflitto sociale – attraversano tutto il disco. Il titolo stesso, Black Tie White Noise, rimanda alla mescolanza di culture, al contrasto e all’incontro tra bianco e nero, sia in senso musicale che politico-sociale.

Musicalmente, è un album che unisce soul, jazz, funk, dance ed elettronica. Bowie lo definì “un disco di matrimonio, ma nel senso più ampio del termine”. La presenza del trombettista Lester Bowie (nessuna parentela, ma un grande musicista dell’Art Ensemble of Chicago) aggiunge un tocco di improvvisazione jazz e spiritualità. La produzione è curata da Nile Rodgers, già compagno di avventure nel trionfo di Let’s Dance (1983), ma qui con un approccio più sperimentale e intimo.

THE BUDDHA OF SUBURBIA

“The Buddha of Suburbia” è un album spesso sottovalutato di David Bowie, pubblicato il 8 novembre 1993 soltanto nel Regno Unito (negli USA e in molti altri paesi arrivò anni dopo, spesso in tiratura limitata). Viene considerato un po’ il “cugino nascosto” di Black Tie White Noise, perché esce nello stesso anno ma ha una natura molto diversa: più sperimentale, più libero, meno legato al mercato discografico.

Il disco nasce come colonna sonora per l’adattamento televisivo BBC del romanzo omonimo di Hanif Kureishi, storia semi-autobiografica ambientata nella Londra degli anni ’70, tra adolescenza, cultura pop e conflitti sociali. Bowie ne era rimasto affascinato perché la vicenda riecheggiava la sua giovinezza a Bromley e la sua formazione artistica.

Dal punto di vista musicale, Bowie parte dall’idea di scrivere musiche di accompagnamento, ma ben presto il lavoro prende una vita propria e diventa un album vero e proprio. È un disco ibrido, dove convivono canzoni pop complete e brani più atmosferici, quasi da colonna sonora. Bowie stesso lo definì “il mio miglior album degli anni ’90”, anche se paradossalmente rimase poco conosciuto a causa della distribuzione limitata.

1.OUTSIDE

Outside è uno degli album più ambiziosi e complessi di David Bowie, pubblicato il 25 settembre 1995. Il titolo completo è 1. Outside: The Nathan Adler Diaries: A Hyper-cycle, e già da qui si intuisce che non si tratta di un disco convenzionale. È infatti un concept album, cupo e sperimentale, che segna il ritorno di Bowie a una collaborazione stretta con Brian Eno, dopo quasi vent’anni dai tempi della “trilogia berlinese” (Low, “Heroes”, Lodger).

Negli anni ’90 Bowie era in cerca di un linguaggio nuovo: dopo Black Tie White Noise e The Buddha of Suburbia, decise di spingersi in un terreno molto più radicale, mescolando rock industriale, elettronica, ambient, drum’n’bass, art rock e sperimentazione sonora. L’album nacque anche da lunghe sessioni improvvisate con la band, che Bowie ed Eno definivano “strategies of chaos”, ispirandosi al metodo dei “Oblique Strategies” usato già negli anni ’70.

L’ispirazione narrativa arrivò dalla fascinazione di Bowie per le tematiche del crimine, dell’arte concettuale e del corpo come territorio di sperimentazione. A metà tra fantascienza e noir decadente, l’album mette in scena una storia ambientata nel 1999 (quindi un futuro prossimo), con al centro il detective Nathan Adler, che indaga su un omicidio rituale collegato al mondo dell’arte.

Il disco è concepito come un diario sonoro, con brani musicali alternati a interludi narrativi in cui Bowie stesso interpreta vari personaggi (distorti elettronicamente con effetti vocali):

  • Nathan Adler, l’investigatore.

  • Leon Blank, sospetto artista.

  • Baby Grace Blue, vittima di 14 anni.

  • Algeria Touchshriek, un ambiguo negoziante di antiquariato.

  • Ramona A. Stone, figura oscura e manipolatrice.

Questi monologhi creano un’atmosfera straniante, quasi teatrale, e sono parte integrante dell’esperienza.

EARTHLING

Earthling è l’album che David Bowie pubblica il 3 febbraio 1997, due anni dopo Outside, ed è forse quello che meglio cattura lo spirito degli anni ’90: elettronico, frenetico, contaminato. È anche l’album che mostra Bowie più “immerso” nella cultura contemporanea, al punto da abbracciare in pieno un genere che in quel momento stava esplodendo in Inghilterra: la drum’n’bass e il jungle.

Dopo il tour di Outside (1995-96), Bowie si accorge che alcune delle improvvisazioni live con la sua band funzionano meglio che in studio. Decide quindi di registrare un disco molto più diretto e coeso, lasciando da parte il progetto narrativo incompiuto di Outside. Questa volta non ci sono detective e personaggi immaginari, ma un Bowie più concreto, che osserva il mondo globale e il caos tecnologico che si prepara a varcare la soglia del nuovo millennio.

La copertina è già un manifesto: Bowie indossa un lungo cappotto britannico con la Union Jack, disegnato da Alexander McQueen. È un Bowie “nazionale” ma anche postmoderno, che dichiara apertamente l’intenzione di essere contemporaneo, non nostalgico.

Il cuore del disco è la drum’n’bass, ma filtrata attraverso la sensibilità bowiana: suoni elettronici rapidissimi, bassi spezzati, ritmi sincopati, uniti a rock, industrial e melodie pop. Bowie e Reeves Gabrels (chitarrista e collaboratore di lunga data) creano un suono aggressivo, urbano, elettronico e alienante, che si sposa bene con i temi delle canzoni.

HOURS

Hours… (pubblicato il 4 ottobre 1999) è un disco che segna una svolta netta rispetto a Earthling. Se quello era Bowie immerso nelle mode elettroniche e frenetiche della drum’n’bass, Hours… è invece il Bowie intimista, riflessivo e malinconico, che si prepara a entrare nel nuovo millennio guardando indietro alla sua vita e alla sua carriera.

Alla fine degli anni ’90 Bowie era in un momento particolare: aveva sperimentato tantissimo negli anni precedenti (Outside, Earthling), ma sentiva il bisogno di fare un disco più personale. Con il chitarrista e collaboratore Reeves Gabrels, scrisse molti brani inizialmente pensati per il videogioco Omikron: The Nomad Soul, prodotto da Quantic Dream, in cui Bowie compariva anche come personaggio digitale insieme a Iman. Alcuni di questi pezzi furono poi rielaborati e divennero il cuore di Hours….

Un dato curioso: Hours… è stato il primo album della storia ad essere distribuito in download su internet prima dell’uscita nei negozi, grazie a un accordo con la piattaforma BowieNet. Bowie ancora una volta anticipava i tempi, sperimentando con le nuove tecnologie.

Con Brilliant Adventure (1992–2001) la carriera di David Bowie torna a brillare in un cofanetto in vinile che racconta una delle sue stagioni più sorprendenti e spesso sottovalutate. Dall’eleganza soul di Black Tie White Noise alla libertà sperimentale di The Buddha of Suburbia, dall’oscuro labirinto concettuale di Outside fino all’energia elettronica di Earthling e alla riflessione intima di Hours…, questa raccolta abbraccia un decennio di continua metamorfosi. Il box include anche Toy, l’album rimasto inedito per vent’anni, in cui Bowie rilegge il proprio passato con sguardo nuovo. Un viaggio sonoro che restituisce tutta la vitalità e il coraggio creativo con cui Bowie affrontò gli anni ’90.

Stefano Chianucci

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