L’Argante #75 Il vinile, la musica solida

Come sapete con I geneticamente mortificati da sempre promuoviamo la buona musica, specialmente quella Rock e non necessariamente come genere ma intesa proprio come quella “che spacca”.

Dopo il successo della prima stagione di Celebration, programma che va in onda su Youtube e in streaming nella versione solo audio su Spotify e che celebra i 50 anni dei dischi più famosi degli anni ’70, abbiamo appena iniziato a proporvi la nuova stagione (potete vedere la prima puntata qui). E recentemente ve ne abbiamo parlato in questo articolo di presentazione (qui) e in questa intervista che potete leggere fatta al nostro esperto di vinili Bruno Casini.

Ed è proprio di vinile che oggi voglio parlarvi. Primo perchè amo la musica, secondo perchè da sempre sono innamorato di questo supporto che ero già convinto nei primi anni 2000 sarebbe rinato presto. Il tempo mi ha dato ragione.

Alla fine degli anni ’90 il mercato del vinile era venuto meno, l’era del CD era arrivata al suo apice dopo 15 anni abbondanti di fruizione. Ma poi arrivò quella che da anni ormai chiamiamo la MUSICA LIQUIDA, ovvero quella che non ha bisogno di un supporto fisico.

All’epoca pensai: e ora? Tornerà il vinile. Ecco cosa mi risposti e il tempo mi ha dato ragione. Se in alternativa, o meglio in affiancamento, perchè le due cose coesistono e questo ben venga, alla musica liquida dovete scegliere una musica registrata su un supporto e per esempio dovete fare un regalo a qualcuno.. cosa scegliete? Ma il vinile naturalmente, che è anche un oggetto d’arredo, è grande e bello e presenta una copertina colorata e piena di fascino. E un oggetto oserei dire… di design! E fu così che il CD pian piano …

Il mercato del vinile è tornato a crescere. Prima sono arrivate le ristampe su 180 grammi e poi di nuovo le ricerche sfrenate nei vecchi mercatini dove si incontrano persone che come noi hanno la passione per la musica.

La musica liquida quindi si e bene (ogni giorno, in macchina, con gli auricolari passeggiando in bicicletta – per citare un vinile di Cocciante che amo da sempre, pezzo scritto da Mogol) mentre a casa un momento di romanticismo … quello che si chiama “metti su un disco”.

E ascolti musica senza fare altro, perchè il vinile è un rito intimo (o con amici). Proprio recentemente avevo amici a cena e abbiamo passato una serata intera a sfogliare tutta la mia collezione di vinili. Due ore di bella musica “messa su” e di belle chiacchierate oserei dire “romantiche” sui bellissimi album che furono e che sono ancora oggi e sul piacere di ascoltare un disco insieme. E magari di cantarci sopra.

Buon ascolto a tutti.

E ricordate di gustarvi anche Celebration, dove vi raccontiamo la musica e la nostra Serena Politi ne interpreta per voi i testi tradotti in italiano con performance bellissime.

History

Nel 2011 il mercato italiano del vinile si è aggirato su 2,1 milioni di euro, risultando il quinto mercato europeo dopo Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi e il settimo del mondo. Nel mondo la compravendita dei vinili nel 2011 ha mosso 115,4 milioni ossia il 28,7% in più del 2010. Questi dati erano ancora molto inferiori alle vendite stimate per i CD e i download digitali, ma nel decennio successivo il supporto è andato incontro ad una crescita esponenziale delle vendite tanto da superare quelle dei CD nel 2021, tornando ad essere il supporto fisico musicale più venduto dopo quasi trentacinque anni.

Nonostante i loro difetti, come la mancanza di portabilità, i dischi hanno ancora sostenitori entusiasti. I dischi in vinile continuano a essere prodotti e venduti oggi, in particolare da gruppi rock ed etichette indipendenti.

I dati pubblicati negli Stati Uniti all’inizio del 2009 hanno mostrato che le vendite di album in vinile sono quasi raddoppiate nel 2008, con 1,88 milioni di copie vendute, rispetto a poco meno di 1 milione nel 2007. Nel 2009, 3,5 milioni di unità vendute negli Stati Uniti, inclusi 3,2 milioni di album, il numero più alto dal 1998.

Le vendite hanno continuato a crescere negli anni 2010, con circa 2,8 milioni di copie vendute nel 2010, che è il maggior numero di vendite dall’inizio della registrazione dei record nel 1991, quando il vinile era stato oscurato dalle cassette compatte e dai compact disc.

Nel 2021, Taylor Swift ha venduto 102.000 copie del suo nono album in studio Evermore in vinile.

Nel 2011, l’Entertainment Retailers Association nel Regno Unito ha scoperto che i consumatori erano disposti a pagare in media £ 16,30 (€ 19,37, US $ 25,81) per un singolo disco in vinile, rispetto a £ 7,82 (€ 9,30, US $ 12,38) per un CD e £ 6,80 (€ 8,09, US $ 10,76) per il download digitale. Negli Stati Uniti, le nuove uscite in vinile hanno spesso un margine di profitto maggiore (per singolo articolo) rispetto alle versioni su CD o download digitali (in molti casi), poiché questi ultimi formati scendono rapidamente di prezzo.

Nel 2015 le vendite di dischi in vinile sono aumentate del 32%, a 416 milioni di dollari, il livello più alto dal 1988. Sempre nel 2015 sono stati venduti 31,5 milioni di dischi in vinile e il numero è aumentato ogni anno dal 2006.

Le vendite di vinili hanno continuato a crescere nel 2017, comprendendo il 14% di tutte le vendite di album fisici. L’LP in vinile numero uno venduto è stata la riedizione di Sgt dei Beatles. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

Il piacere di ascoltare musica (senza fare nient’altro)

La possibile motivazione alla base di questo successo sta probabilmente in un ritrovato modo di ascoltare musica.

Un vinile non si ascolta durante il jogging, né in palestra, né in metropolitana. Chi ascolta un vinile lo fa perché ama dover aggiustare periodicamente il proprio giradischi, pulire bene il disco quasi ad ogni ascolto, prendersi una pausa da tutto il resto e, strano ma vero, alzarsi dal divano ogni trenta minuti per passare dal lato A al lato B. Insomma, alzi la mano chi riesce ad ascoltare un intero album su Spotify senza skippare almeno un paio di brani.

Forse proprio l’estrema fruibilità e la facilità di ascolto della musica in digitale ha trasformato questa in un mero bene di consumo. Il ritorno del vinile va osservato proprio in contrapposizione all’idea di una musica “mordi e fuggi”.

Il vinile è ritualità, è piacere di ascolto. Chi ascolta un vinile decide di ascoltare un album intero proprio perché ciò comporta non dover fare nient’altro.

Quindi buona musica a tutti,

 

Stefano Chianucci

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