Censurare la Russia. L’idiozia dei finti colti

Sono delle ultime ore la varie notizie di embarghi commerciali, informatici, telematici e di transazioni economiche digitali nei confronti della Russia per ciò che sta accadendo e che purtroppo tutti noi ben sappiamo.

Poi c’è un’idiozia dilagante. Quella preoccupante dei finti colti che da sempre testate come la nostra, L’Argante, combattono.

Che si credono a solo e unico appannaggio di una cultura che neanche conoscono e per puro spirito di messa in scena delle proprie miserie titolano in maniera altisonante i loro pessimi articoli e si fanno portavoce di una libertà e di un perbenismo al solo fine di mettere in luce se stessi.

Sono GLI IDIOTI (quelli veri, non Dostoevskijani). I finti acculturati che forse i libri di cui parlano neanche li hanno letti.

E allora si censura.

L’Università Bicocca di Milano prima sospende un corso sullo scrittore russo Fedor Dostoevskij tenuto da Paolo Nori, poi fa precipitosa retromarcia dopo le pesanti critiche ricevute.

Lo scrittore però non ci sta e annuncia il ritiro: terrà il corso in un altro ateneo.

Il professore, quasi in lacrime, commenta: “Oggi in Italia è una colpa non solo essere un russo vivente, ma anche essere un russo morto“.

Il professor Nori ha fatto sapere che rinuncia lui a tenere il corso a Milano, ma lo farà in un altro ateneo.

Censurare la CULTURA. Come se l’Italia dichiarasse guerra alla Francia e i francesi smettessero di leggere e studiare DANTE ALIGHIERI.

L’Argante non si spende oltre in commenti, perchè abbiamo pezzi migliori da scrivere. E perchè queste “mosse” si commentano da sole nella loro idiozia. In questo momento più che mai non possiamo permetterci di odiare i russi o la loro cultura, ma semmai manifestare il dissenso verso la loro classe politica. Cosa che da sempre possiamo ahimè fare pure con la nostra.

Le scelte di un dittatore possono fare la storia. La cultura di un popolo rimane ed è il mezzo stesso per dissentire dai ditatori della storia. Da Fëdor Dostoevskij a Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (senza immaginare che a breve tentino di censurare anche La corazzata Potëmkin a Storia del cinema…)

Stefano Chianucci

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